L’esorcista: “film e tv non riportano correttamente la pratica degli esorcismi”


QUARTA PARTE DI UN’APPROFONDITA INTERVISTA A PADRE FRANCESCO BAMONTE, PRESIDENTE DELL’AIE, ASSOCIAZIONE INTERNAZIONALE DEGLI ESORCISTI

(Leggi qui la prima parte, la seconda parte e la terza parte)

A cura di Enzo Vitale

“L’ideale in Italia sarebbe avere almeno due esorcisti per diocesi”. A dirlo è Padre Francesco Bamonte, religioso dei Servi del Cuore Immacolato di Maria e presidente dell’Associazione internazionale esorcisti (AIE), che Informazione Cattolica ha intervistato.

Nell’immaginario collettivo, il ministero dell’esorcista è fortemente condizionato dalla produzione cinematografica e televisiva sul tema. Quanto c’è di vero in questa rappresentazione?

Praticamente niente, cominciando dall’atmosfera da horror, che è esattamente il contrario di ciò che si sperimenta quando si celebra un vero esorcismo secondo le indicazioni della Chiesa. L’esorcismo è infatti un’esperienza di fede molto intensa, in cui si tocca quasi con mano la presenza viva di Gesù, della Madonna, degli Angeli e dei Santi. Il tutto in un clima di serenità e di gioia intensa, che non hanno niente a che vedere con ciò che cinema e tv, stravolgendo la realtà, mostrano agli spettatori. Chi desiderasse approfondire l’argomento può leggere una relazione riportata sul blog dell’A.I.E. qualche anno fa dal titolo: “Esorcismo e finzione cinematografica a confronto”.

Una domanda da presidente dell’A.I.E. Le schiere dei preti esorcisti nel mondo sono sufficienti a contrastare l’azione del maligno?

A questa domanda può rispondere solo Dio. Come presidente dell’A.I.E. mi limito ad osservare che anche in quelle Diocesi dove per sé un solo esorcista potrebbe bastare, l’ideale sarebbe averne comunque almeno due. E questo non solo per una migliore distribuzione del “lavoro”, visto che al presente è difficile che un esorcista non abbia anche altri incarichi pastorali, ma soprattutto perché l’avere vicino altri confratelli esorcisti con cui potersi confrontare, ragionare, consigliare ecc. gioverebbe moltissimo a tutti quanti e contribuirebbe a togliere al ministero dell’esorcista quell’aura di mistero per cui molti lo vedono più come un superuomo o un mago invece che un semplice sacerdote, ministro di Cristo e della Chiesa.

Perché avete deciso di rendere accessibili a tutti le Linee Guida?

Dopo la pubblicazione riservata ai soci dell’A.I.E. molti sacerdoti e anche alcuni Vescovi hanno auspicato che le Linee Guida fossero messe in commercio per il bene che detta opera potrebbe fare presso il popolo di Dio, sia per offrire un testo utile a chiarire parecchi punti oscuri e confusi che accompagnano il delicato ministero esorcistico, sia per contare su un buon strumento catechetico e pastorale che facesse da contrappeso alle tante pubblicazioni che enfatizzano gli aspetti sensazionalistici dell’agire diabolico. Dopo esserci confrontati con la Congregazione per il Clero, che da parte sua non aveva nulla in contrario qualora fosse d’accordo anche il Cardinale Vicario responsabile dell’imprimatur, lo abbiamo fatto presente a sua Eminenza Angelo De Donatis, e lui, valutata la nostra richiesta, ha concesso la distribuzione delle Linee Guida attraverso i normali canali commerciali.

L’esorcista è un sacerdote “diverso” dagli altri? Quali caratteristiche gli sono richieste?

Al capitolo XI delle Linee Guida viene esposto ampiamente ciò che la Chiesa richiede nel sacerdote incaricato del ministero di esorcista. In particolare il Vescovo che gli concede la licenza di esorcizzare deve verificare che sia ornato di pietà, di scienza, di prudenza, d’integrità di vita e che abbia una preparazione specifica che lo renda idoneo a questo delicato servizio. Quanto alla differenza tra il sacerdote esorcista e gli altri che non lo sono, essa è la stessa che intercorre tra il sacerdote che è parroco e gli altri che non sono parroci o il sacerdote che è cappellano di ospedale e gli altri che non sono cappellani.

Una parte delle Linee Guida è dedicata a ciò che può dare occasione a un’azione straordinaria del Maligno. La prima causa mi pare di capire è però l’attaccamento al peccato. Ci sono comportamenti che rendono impossibile l’azione straordinaria del Maligno?

Il discorso su ciò che può occasionare un’azione straordinaria del maligno è molto delicato e, se non è ben svolto, può occasionare fraintendimenti. Per venire alla domanda, rispondo che non ci sono comportamenti che rendono impossibile l’azione straordinaria del maligno, in quanto l’impedirla, in tutto o in parte, dipende da Dio, non da noi. Ci sono grandi peccatori che non soffrono alcun disturbo straordinario da parte del demonio, mentre ci sono veri santi che sono state vittime di azioni diaboliche straordinarie. Ciò che conta veramente è da che parte ognuno di noi vuole stare, come del resto ci è stato chiesto nel battesimo: Rinunci a satana? Credi in Dio?

 

NEI PROSSIMI GIORNI SARANNO PUBBLICATE LE ALTRE PARTI DELL’INTERVISTA A PADRE BAMONTE.


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