I Sacerdoti devono sempre restare disponibili ai fedeli loro affidati


LE POTENZE OSTILI DEL MONDO CI POSSONO PERSEGUITARE, MA GESÙ CRISTO È IL SIGNORE!

Di Padre Giuseppe Tagliareni

“Non abbiamo quaggiù una città stabile, ma andiamo in cerca di quella futura” (Eb 13,14).

La vera patria del cristiano è il Cielo, dove è già entrato Gesù e dov’è il nostro altare per il sacrificio di lode gradito a Dio.

E questo è solo il Memoriale di Cristo, da offrire continuamente. Poi vengono gli altri sacrifici, come la beneficenza, la comunione dei beni, l’ubbidienza ai capi, che a loro volta dovranno rendere conto delle anime loro affidate.

“Il Dio della pace, che ha ricondotto dai morti il Pastore grande delle pecore, in virtù del sangue di un’Alleanza eterna, il Signore nostro Gesù, vi renda perfetti in ogni bene, perché possiate compiere la sua volontà, operando in voi ciò che a lui è gradito per mezzo di Gesù Cristo, al quale sia gloria nei secoli dei secoli. Amen” (vv. 20-21).

Il nostro rapporto con Dio e col prossimo, ormai non può prescindere da Gesù: è lui che ci relaziona in positivo col Cielo, con la terra e col prossimo futuro del Regno che verrà. Le potenze ostili del mondo ci possono perseguitare, ma Gesù Cristo è il Signore!

Le fatiche apostoliche sono tante. «Venite in disparte, voi soli, in un luogo deserto, e riposatevi un po’», disse Gesù ai suoi discepoli. I Sacerdoti devono saper trovare quel riposo che ritempra le forze; ma sempre restando disponibili alle pecorelle affidate, bisognose sempre di cure, di misericordia, di nuovi insegnamenti. Così era Gesù: dimentico di sé, disponibile a tutti.

 


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