Il rantolo inglorioso del Presidente più bello del globo terracqueo…


SCONFITTO A TAVOLINO…

Di Dalila di Dio

La crisi più pazza del mondo, cominciata con la vibrante conferenza stampa del 13 gennaio, proseguita con la ricerca dei costruttori, passando per l’ineluttabile reattività di Ciampolillo e l’avvenente diserzione di Maria Rosaria Rossi, la sussurrata liaison Polverini – Lotti e il ritorno alla ribalta della premiata ditta Mastella-Lonardo, non poteva che concludersi con il colpo di scena al fotofinish.

A seguito delle dimissioni di Giuseppe Conte – salito al Quirinale quasi per mera formalità e convinto di tornare in sella in men che non si dica – si è consumata la tragedia che tutte le Bimbe di… temevano.

Dopo aver portato a spasso per tre giorni il Presidente Incaricato Roberto Fico e tutta l’allegra compagnia della maggioranza responsabile e mentre la Senatrice Loredana #DiasarmiamoLaPolizia De Petris era intenta a redigere processo verbale del proficuo confronto tra le parti, Matteo #FirstReactionShock Renzi martedì sera ha rovesciato il tavolo, appena mezz’ora prima che Fico riferisse a Mattarella l’esito delle sue consultazioni.

Gliel’ha fatta pure credere, Matteo.

Tavoli sui temi, nessun veto, aperture, interviste concilianti, verbali e bozze di contratto.

Tre giorni di sorrisi tesi ma cordiali e poi, mentre Danilo #LaLince Toninelli scriveva “Ci siamo. Abbiamo sventato l’agguato a Conte” quell’altro mandava tutto a monte: “Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei niet dei colleghi della ex maggioranza” e, dopo l’annuncio di Mattarella di voler conferire mandato a Mario Draghi, infieriva “Giornata intensa e faticosa ma importante. Buona notte a tutti. E grazie per il Vostro sostegno”.

In tutto questo bailamme, del grande protagonista della scena politica italiana, Giuseppe #BodenzaDiFuogo Conte, nessuna traccia dal 26 gennaio.

Chi nega di avergli rivolto un pensiero e di essersi domandato, in quelle concitate ore, come potessero averla presa lui ed il fido Casalino, mente sapendo di mentolo. La scena di Rocco furente in vestaglia di seta che distrugge casa, ner…scur…vabè, colorato di rabbia, è passata davanti agli occhi di tutti.

Qualunque esito abbia il mandato di Mario Draghi, comunque, la sera del 3 febbraio 2021 resterà una di quelle in cui tre quarti degli italiani hanno tirato un sospiro di sollievo e qualcuno avrà pure stappato una bottiglia.

Una sorta di liberazione 2.0. Niente più Fofò, Giggino, DPCM notturni e comunicati in stile Istituto Luce.

Luce, appunto. Luce in fondo al tunnel dopo due anni e mezzo di nulla al potere.

Certo, le Bimbe avranno pianto e Avvocathy #CeNeRicorderemo Latorre si sarà preoccupat* moltissimo per le sorti del DDL Zan, ma chi ha a cuore la reputazione che questo Paese ha nel mondo avrà esultato pensando che al prossimo G20 i grandi della Terra non saranno accolti da uno che pensa che Matera si trovi in Puglia in un cerimoniale gestito da tal Rocco che si geolocalizza nel deserto nel bel mezzo di una trattativa per la liberazione di prigionieri.

Mentre scorrono ancora davanti agli occhi degli italiani i sorrisi di Fofò, lo sguardo ammaliante di Toninelli, le immagini fastose di villa Pamphili, l’incedere regale del Presidente #BelloBelloInModoAssurdo che ammalia Angela Merkel, i banchi a rotelle del Ministro Azzolina, i congiunti, gli affetti stabili, l’asporto vietato alle 18:00, i pastelli per colorare le regioni e quel “rimaniamo distanti oggi per abbracciarci più forte domani” destinato a riempire i libri di storia, ecco che appare prorompente sulla scena LUI: il tavolino.

Fuori da Palazzo Chigi – ma in diretta sul sito istituzionale e sulla pagina Facebook di Palazzo Chigi, profilo basso sì ma senza esagerare! – dietro ad un tavolo Ikea modello Torsby da € 99,00 – quanta umiltà!- e sotto lo sguardo attento e corrucciato dell’immancabile Casalino – attento regista del colpo di scena di giornata – appare Giuseppe.

Le bimbe tirano un sospiro di sollievo: “è vivo e lotta con noi!”.

Il Presidente, con la lucente chioma scompigliata dal vento, si rivolge alla Nazione << Non intendo sabotare Draghi” (che se la stava facendo sotto, ça va sans dire) “auspico un Governo politico” (fatemi fare qualcosa per favore) “io ci sono e ci sarò” (deficienti, votate ‘sta fiducia se no mi tocca tornare a fare il professore) “alleanza per lo sviluppo sostenibile” (con scappellamento a sinistra).

Insomma, un passo indietro oggi per tornare a decretare più forte domani. Come se avessimo accettato, Presidente.

Grazie. Ma no, grazie.

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments