Nel calendario romano arrivano i tre ultimi Dottori della Chiesa


MODIFICA AL CALENDARIO ROMANO GENERALE: ARRIVANO SAN GREGORIO DI NAREK, SAN GIOVANNI D’AVILA E SANTA ILDEGARDA DI BINGEN

Di Enzo Vitale

Autorizzato da Papa Francesco, con la firma del Cardinal Sarah del 25 gennaio e la pubblicazione da parte della Congregazione del Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti il 2 febbraio 2021, il decreto con cui, modificando il Calendario Romano Generale, si stabilisce l’iscrizione di tre santi di cui era prevista la memoria liturgica e per i quali, negli ultimi anni, si era riconosciuto il titolo di Dottore della Chiesa. Si tratta di:

san Gregorio di Narek, abate e dottore della Chiesa, il giorno 27 febbraio,

san Giovanni De Avila, presbitero e dottore della Chiesa, il giorno 10 maggio,

santa Ildegarda di Bingen, vergine e dottore della Chiesa, il giorno 17 settembre.

«La santità – ci ricorda il decreto – si coniuga con la conoscenza, che è esperienza, del mistero di Gesù Cristo, indissolubilmente congiunto al mistero della Chiesa. Questo legame tra santità e intelligenza delle cose divine ed insieme umane, rifulge in modo del tutto particolare in coloro che sono stati ornati del titolo di “dottore della Chiesa”. In effetti, la sapienza che caratterizza questi uomini e donne non riguarda soltanto loro, poiché divenendo discepoli della divina Sapienza sono diventati a loro volta maestri di sapienza per l’intera comunità ecclesiale».

Questi tre nostri fratelli, che ci hanno preceduto nell’incontro con il Cristo glorioso, vanno ad aggiungersi all’elenco dei dottori della Chiesa che, con loro, è riservato a 36 nomi. Ai tre sopra elencati si aggiungono:

San Gregorio I Magno, San Girolamo, Sant’Agostino d’Ippona, Sant’Ambrogio, San Basilio Magno, San Giovanni Crisostomo, San Gregorio Nazianzeno, San Tommaso d’Aquino, Sant’Atanasio il Grande, San Bonaventura da Bagnoregio, Sant’Anselmo d’Aosta, Sant’Isidoro di Siviglia, San Pietro Crisologo, San Leone Magno, San Pier Damiani, San Bernardo di Chiaravalle, Sant’Ilario di Poitiers, Sant’Alfonso Maria de’ Liguori, San Francesco di Sales, San Cirillo di Alessandria, San Cirillo di Gerusalemme, San Giovanni Damasceno, San Beda il Venerabile, Sant’Efrem il Siro, San Pietro Canisio, San Giovanni della Croce, San Roberto Bellarmino, Sant’Alberto Magno, Sant’Antonio di Padova, San Lorenzo da Brindisi, Santa Caterina da Siena, Santa Teresa d’Ávila, Santa Teresa di Lisieux, San Giovanni d’Avila, Sant’Ildegarda di Bingen e San Gregorio di Narek.

Si definiscono Dottori della Chiesa coloro che, in qualsiasi epoca, hanno affermato e difeso con i propri scritti l’ortodossia cristiana e il cui ruolo è stato solennemente proclamato da un Papa o da un Concilio ecumenico. Per la loro proclamazione, Benedetto XIV indica tre requisiti:

– una dottrina eminente,

– una insigne santità di vita,

– la dichiarazione del Sommo Pontefice o di un Concilio Generale legittimamente radunato.

Di quelli attualmente dichiarati Dottori della Chiesa, la più giovane, riconosciuta tale il 19 ottobre 1997 da San Giovanni Paolo II (per il quale è in corso lo studio per l’attribuzione del titolo) è Santa Teresa di Gesù Bambino. Le prime due donne Dottore della Chiesa furono proclamate da Papa Paolo VI e sono Santa Caterina da Siena e Santa Teresa d’Avila. Non si hanno notizie di attribuzione di tale titolo prima dell’anno 1298.

Per comprendere quali siano i passi per l’ottenimento di tale titolo si può consultare il testo Eminente dottrina. La procedura per il conferimento del titolo di Dottore della Chiesa di Paul Bernhard Wodrazka, Fede & Cultura, Verona 2019.

 


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