Giorgia Meloni: “Non ci servono ministri e sottosegretari per dare una mano alla Nazione”


IL SENATORE CIRIANI: “UN GOVERNO CON PEZZI DI CENTRODESTRA E CENTROSINISTRA NON FUNZIONEREBBE. SONO DIVISI SU TROPPI TEMI”

Di Angelica La Rosa

“Non voteremo la fiducia al governo Draghi, ma Fratelli d’Italia c’è per tutto quello che può mettere in sicurezza l’Italia, gli italiani, i suoi confini, le sue aziende, il suo lavoro, le sue famiglie e il suo futuro. Come sempre abbiamo fatto. Non ci servono i ministri e i sottosegretari per dare una mano alla nostra Nazione”.

Così ha dichiarato Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, negando la fiducia del suo partito al presidente incaricato Mario Draghi.

“Non voteremo la fiducia al suo governo per una ragione di metodo e per una ragione di merito. Entrambe prescindono dalla sua autorevolezza e che non hanno nulla a che fare con un eventuale pregiudizio nei suoi confronti. La questione di metodo è che noi continuiamo a considerare che l’Italia sia una democrazia come le altre, che non sia una democrazia di Serie B, che gli italiani non siano cittadini di Serie B che come tutti i popoli del mondo abbiano il diritto di scegliere da chi farsi rappresentare, perché il principale problema italiano è che serve sì un governo autorevole, ma serve anche un governo coeso. Con una maggioranza omogenea e una visione chiara da mettere in pratica. Questo oggi sarebbe possibile solamente con nuove elezioni e un altro Parlamento. Il che ci porta alla questione di merito. Il presidente incaricato rischia di trovarsi con gli stessi problemi che abbiamo avuto fin qui con una maggioranza troppo eterogenea, con un Parlamento a tratti balcanizzato che rischia di portare ancora all’immobilismo nonostante la capacità e nonostante l’autorevolezza di chi guida l’esecutivo. E temo anche che si stia rischiando di andare verso una maggioranza nella quale i partiti e le figure preponderanti sono quelle che ci hanno portato fino al disastro in cui ci troviamo oggi. Fdi non andrà mai al governo con il Pd, con il M5S o con Renzi. Chi ci governava fino a ieri non era all’altezza del compito, compreso aver dilapidato buona parte dei 160 miliardi di euro in deficit che abbiamo speso negli ultimi mesi. Spero facciano mea culpa e spero che le cose cambino. Il dato più preoccupante continua a essere quello secondo il quale il 40% delle aziende italiane rischia di non sopravvivere a questo anno. Abbiamo parlato di Recovery Fund con Mario Draghi. Abbiamo chiesto che ci sia un investimento serio in tema di infrastrutture. Dando priorità alle infrastrutture portuali, allo sviluppo del Mezzogiorno, alla cura del ferro. Abbiamo chiesto che sia inserito nel Recovery plan il tema della natalità, che è un tema economico che tutta l’Europa dovrebbe affrontare. È un tema economico e di welfare. Come lo sono la questione della sicurezza (a causa dell’incertezza del diritto e della pena) e la riconversione di produzioni industriali ormai mature verso il marchio”.

“Abbiamo sempre detto che siamo alternativi al centrosinistra, abbiamo promesso ai nostri elettori che mai avremmo governato col Pd e col M5S. Non si tratta soltanto di coerenza verso gli elettori, ma c’è anche un problema di funzionalità, perché un governo che mette insieme pezzi di centrodestra e pezzi di centrosinistra non funzionerebbe. Su temi quali il lavoro, l’immigrazione, la salute, e tanti altri l’esito finale non potrà che essere la paralisi. Abbiamo già avuto l’esperienza negativa del governo gialloverde e poi quello giallorosso che è finito in maniera vergognosa. Ecco, questi partiti hanno già governato insieme e pensare che possano insieme riuscire a produrre qualcosa di positivo per l’Italia è impossibile. Nemmeno Mario Draghi potrà riuscire nell’impresa”. Così ha dichiarato il capogruppo al Senato di Fratelli d’Italia, il senatore Luca Ciriani.

“Draghi ha detto che riscriverà il Recovery Plan. Significa che Conte e i suoi ministri hanno sbagliato: una denuncia di incapacità di quelle forze politiche che faranno parte di questo eventuale esecutivo guidato da un tecnico”.

Così ha rilanciato il capogruppo alla Camera di Fratelli d’Italia, l’onorevole Francesco Lollobrigida.

L’onorevole Carlo Fidanza, europarlamentare di Fratelli d’Italia ha spiegato che “il problema non è Draghi ma il fatto che i provvedimenti del suo governo andranno votati in Parlamento da forze politiche incompatibili e il risultato sarà la paralisi. L’Italia ha bisogno di maggioranze coese per fare scelte coraggiose e non di trascinarsi quelli che l’hanno affossata”.


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments