Farmacista si rifiuta di vendere le pillole abortive. Femministe all’attacco!


GANDOLFINI (FAMILY DAY): ATTACCO ALLA FARMACISTA DI LUCCA ENNESIMO EPISODIO DI INTOLLERANZA

A cura di Angelica La Rosa

La Dottoressa Maria Rosaria D’Atri, che svolge il suo servizio nella farmacia a 5 chilometri da Lucca, in località Cappella, sulla strada che porta a Camaiore, consapevole che la cosiddetta “pillola del giorno dopo” non è una semplice “contraccezione d’emergenza” (come la definisce Orwellianamente l’Associazione Italiana del Farmaco), ma è un vero e proprio dispositivo abortivo, non la vende nella sua Farmacia.

Apriti cielo! Le femministe del movimento Non una di meno hanno inscenato una provocazione con tanto di volantini disseminati sulla strada di fronte all’esercizio sanitario e con striscioni. L’iniziativa è stata supportata da alcune testate giornalistiche locali, che succubi delle abortiste locali, hanno riportato la notizia senza neppure ascoltare le ragioni della dottoressa.

“Non è possibile che sempre più ragazze, senza alcun senso di responsabilità, magari anche all’insaputa dei loro genitori, si servano di pillole che hanno chiaramente un effetto abortivo”, ha dichiarato a Corrispondenza Romana, la farmacista. “Questa non è un’opinione, è una verità scientifica. L’AIFA è chiamata a tutelare la serietà, la verità scientifica, dunque la salute fisica e psichica delle persone”, ha concluso da coraggiosa dottoressa.

Nei giorni scorsi anche la Regione Marche ha deciso di non distribuire nei propri consultori la pillola RU486, così come avviene anche in Umbria, non applicando, quindi, le linee guida del Ministero della Salute. D’altra parte l’articolo 22 del Codice di deontologia medica recita: “Il medico al quale vengano richieste prestazioni che contrastino con la sua coscienza o con il suo convincimento clinico, può rifiutare la propria opera, a meno che questo comportamento non sia di grave e immediato nocumento per la salute della persona assistita e deve fornire al cittadino ogni utile informazione e chiarimento”.

“Piena condivisione e sostegno alla Dr.ssa Maria Rosaria D’Atri, il cui atto coraggioso di rifiuto di fornire la pillola EllaOne è motivato da ragioni scientifiche, deontologiche ed etiche”, ha dichiarato il dottor Massimo Gandolfini, presidente dell’Associazione Family Day – Difendiamo i Nostri Figli.

“Sono varie le ragioni scientifiche: si tratta di un farmaco che la letteratura scientifica presenta con possibile funzione antinidatoria e, quindi, abortiva. Circa le ragioni deontologiche, lo stesso foglietto illustrativo del farmaco dichiara che ‘non deve essere utilizzato come metodo anticoncezionale'” e, dunque, il farmacista, “consapevole dei possibili rischi legati all’uso ripetuto del farmaco – non ha alcun strumento concreto per accertare se questa indicazione sia realmente rispettata. Il meccanismo ‘tu mi chiedi, io ti do’ è sbagliato e profondamente offensivo verso ogni farmacista. Ci sono anche ragioni etiche: trattandosi di un farmaco per il quale non è possibile escludere categoricamente l’effetto abortivo, è accettabile una condotta personale prudenziale in riferimento alla propria coscienza”. Così ha ricordato il professor Gandolfini.

“Alla consueta propaganda ideologica che invoca la legge 194 in modo chiaramente strumentale ricordiamo che la stessa legge prevede la clausola di coscienza e che – soprattutto – prevede di cercare di rimuovere le cause che portano alla decisione abortiva: cosa che in più di 40 anni non è mai stata fatta. Siamo di fronte all’ennesimo episodio di intolleranza e di boicottaggio verso chiunque cerchi di promuovere la vita del bimbo e la salute della donna”, ha concluso Gandolfini.

 


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