La musica per conoscere e lodare Dio


IL LEGAME TRA MUSICA, LITURGIA ED EVANGELIZZAZIONE NEL IV CONVEGNO INTERNAZIONALE PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO DELLA CULTURA

Di Maria Luisa Donatiello

Il IV Convegno Internazionale sulla Musica, tenutosi online il 4 e il 5 febbraio scorsi, è certamente evento degno di nota da annoverare tra le tante e prestigiose iniziative promosse dal Pontificio Consiglio della Cultura in collaborazione con il Pontificio Istituto di Musica Sacra e il Pontificio Istituto Liturgico dell’Ateneo Sant’Anselmo.

In un videomessaggio di saluto rivolto ai partecipanti Papa Francesco si è augurato che le riflessioni proposte in occasione del Convegno, dal titolo “Testi e contesti”, «possano arricchire lecomunità ecclesiali e quanti lavorano nel campo musicale, un ambito che è molto importante perla liturgia e l’evangelizzazione.[…]Come è noto, la Bibbia ha ispirato innumerevoli espressioni musicali, tra cui pagine fondamentali nella storia della musica: pensiamo al canto gregoriano, a Palestrina, a Bach».

Nella storia della musica sacra è infatti possibile tracciare un fil rouge che lega il canto gregoriano, canto ufficiale della Chiesa, alla polifonia sacra di Giovanni Pierluigi da Palestrina (1525-1594),compositore eminente e prolifico del Rinascimento italiano, considerato da Joseph Ratzinger il “principe” della musica sacra polifonica (cfr. il suo libro-manuale Lodate Dio con arte, Marcianum Press, 2010). Nel testo il Pontefice emerito, che è non solo esperto ma anche raffinatissimo musicista, esprime riflessioni profonde sulla musica, delinea guide all’ascolto di una selezione di brani e fornisce una panoramica sulla storia della musica illuminata dalla fede e dalla sapienza divina.

In merito alla musica di Palestrina, in un’epoca in cui l’ideale rinascimentale prevedeva un canone di bellezza basata su eleganza, compostezza e misura, il musicista cattolico compose polifonie di eccellente fattura, che toccano ancora oggi l’animo umano e conducono a Dio. Il Palestrina è l’ideatore dello stile a cappella, che prevede l’uso di sole voci senza l’ausilio degli strumenti musicali, intese esaltare la parola di Dio per mezzo della musica.

Sempre nel videomessaggio citato Papa Francesco ricorda che «la Parola è il nostro “testo”, il testo principale; la comunità il nostro “contesto”. La Parola è fonte di senso, illumina e guida il cammino della comunità. Sappiamo quanto sia necessario narrare la storia della salvezza in idiomi e linguaggi che si possano ben comprendere. Anche la musica può aiutare i testi biblici a “parlare” nei nuovi e differenti contesti culturali, così che la Parola divina possa raggiungere in modo efficace le menti e i cuori».

Gli studi e le riflessioni sul legame tra musica e liturgia dovrebbero essere favoriti ai nostri giorni in modo che la musica possa continuare come in passato ad essere strumento privilegiato di preghiera e di scoperta di Dio mediante la bellezza dei suoni. Adattandosi al gusto del tempo, ma sempre eseguita con maestria, la musica si afferma infatti come elemento imprescindibile affinché si lodi Dio con tutti noi stessi e con arte autentica.

 


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