L’avv. Amato: “se avessero attaccato i ‘banchetti gay’ ci sarebbe stato il finimondo”


Il Presidente dei Giuristi per la Vita: “Siamo in una conclamata forma di intolleranza politica e culturale”

Di Bruno Volpe

“A parti inverse oggi saremmo attaccati da tutti i media, non ci voglio neppure pensare”.

Lo dice, sconfortato, l’avvocato Gianfranco Amato, Presidente dei Giuristi per la Vita, commentando l’incredibile episodio avvenuto nei giorni scorsi quando organizzazioni LGBT e pro aborto hanno chiesto, ed ottenuto, la rimozione di manifesti di Pro Vita e Famiglia e Giuristi per la Vita contro la pratica abortiva in occasione della giornata per la Vita.

Avvocato Amato, a quanto pare è vietato manifestare per la difesa della vita in Italia…

“Siamo in una conclamata forma di intolleranza politica e culturale. Aggiungo che la legge 194 è diventata un totem intoccabile. In Italia si cambia tutto, persino la Costituzione, ma quella deve rimanere sempre la stessa. E’ una posizione ideologia, ma non razionale”.

E sui manifesti rimossi?

“Chi oggi si azzarda a pensarla diversamente dal pensiero unico, vale per ogni manifestazione, non solo l’aborto, è visto come un eretico da mettere al rogo. L’aborto per questo tipo di pensiero, è un dogma, l’eutanasia anche, c’è l’idea che del corpo umano sia possibile disporre a proprio piacimento e gusto fa parte di questo modo incredibile di vivere e pensare”.

Hanno gettato letame sui banchetti di Pro Vita e Famiglia…

“Altra prova della scarsa civiltà di queste persone e del nullo senso di democrazia. Mi domando che cosa sarebbe accaduto a parti invertite se uno di noi avesse fatto lo stesso su un banchetto di associazioni gay? Un finimondo mediatico e giudiziario, due pesi e due misure. Noi possiamo essere picchiati, derisi, insultati a piacimento. Ecco la triste realtà”.


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Sono d’accordo con lei Avvocato. però una denuncia dell’ accaduto alla polizia penso che lo avete fatto. Attendo cortese riscontro. Grazie