Non è possibile sfuggire all’occhio di Dio


Troppi preferiscono altri cibi all’eucaristia: vanità, spettacoli, scandali… e nel cuore si scava un abisso!

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Non è possibile sfuggire all’occhio di Dio. Dopo la colpa, c’è paura e rimorso: inutile nascondersi. «Dove sei?», chiede Dio ad Adamo e gli fa prendere coscienza del suo peccato.

A sua discolpa, egli accusa “la donna che tu mi hai posta accanto” (v. 12); questa confessa il fatto, ma ne dà colpa al serpente. Infine, Dio dà la sentenza: maledice il serpente e predice la vittoria della Donna su di lui: gli schiaccerà il capo (cfr. Gen 3,15); poi punisce la donna con dolori nella maternità e sottomissione all’uomo, che la dominerà; infine punisce l’uomo col duro lavoro, su una terra ostile (“maledetto il suolo per causa tua!”, v. 17) e con la morte: “polvere tu sei e in polvere ritornerai!” (v. 19).

Poi, Dio li ricopre di tuniche di pelle e li caccia dall’Eden, perché non abbiano più accesso all’albero della vita.

Si pone davanti una lunga e dolorosa espiazione nella valle di lacrime, per la pretesa di essere come Dio e voler conoscere il bene e il male.

Conosceranno invece la morte, fin quando non verrà il Cristo col suo albero della vita: la croce.

Chi può sfamare una folla nel deserto? Solo Dio può moltiplicare pani e pesci e nutrire migliaia di persone.

Gesù lo fece ben due volte; ma lo fa tutte le volte che vogliamo con la sua Eucaristia. Egli ha misericordia delle folle affamate di parola di Dio e di verità eterne.

Troppi però preferiscono altri cibi: vanità, spettacoli, scandali… e nel cuore si scava un abisso!


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