Shemà. Commento al Vangelo del 13 febbraio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mc 8, 1-10

sabato 13 febbraio 2021

Oggi il Vangelo è breve ma molto intenso perché ci offre il racconto della moltiplicazione dei pani, che avviene nel deserto, grazie alla compassione di Gesù per una folla stanca e affamata, che non ha da mangiare, cioè non ha da vivere, perché, senza la compassione di Gesù, nessuno sa prendere qualcosa che ha per sé in cambio della sola gratitudine. Veniamo tutti saziati dalla compassione di Gesù, che si dona e ci insegna a farci dono gli uni per gli altri. Infatti i gesti che Gesù compie per sfamare questa folla sono gesti che ripetiamo nel rito dell’eucaristia: prendere, rendere grazie, spezzare, dare. Prendere è l’azione che  compiamo maggiormente, perché nella vita prendiamo tutto: le cose, la cultura, l’affetto, ma se prendiamo tutto, vuol dire che prima o poi perderemo tutto. Perciò la cosa più importante, secondo quello che comprendiamo dal questo Vangelo, è il modo in cui prendiamo tutto, nella vita: possiamo prendere rubando, pretendendo, ma possiamo prendere come Gesù prende questi pani e questi pesci, cioè senza trattenere per sè, rendendo grazie e spezzando, condividendo. Se questi gesti eucaristici diventassero il modo in cui prendere la vita, questo ci cambierebbe la vita, perché la vita è prendere, è mangiare, ma è mangiare in relazione, che ci sazia profondamente e ci riempie il cuore. Notiamo poi che vengono dati non solo sette pani, e sono sette perché si tratta del numero che richiama i giorni della settimana, la creazione, la vita, ma qui vengono dati anche pochi pesciolini. Il testo è interessante: Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Quando la paura di perdere viene estirpata dai gesti eucaristici, anche pochi pesciolini, cioè anche quello che non ci sembra niente, se viene messo nelle mani del Signore, diventa ci benedizione di Dio, che ci apre al rendimento di grazie. Questa è  l’esperienza che i discepoli testimoniano, insieme alla folla, perché tutto in questa vita si moltiplica tra le mani, se si entra in questa logica, se non si ha paura di perdere. Chi dona è benedetto ed è sazio, chi trattiene per sé non è benedetto e non si sazia mai.  Il Vangelo è chiaro: chi dona non solo non manca di nulla, ma ne avrà in abbondanza, perché nel testo è scritto che avanzano sette sporte di pane, indicando per la seconda volta il numero sette, numero della creazione. E le persone erano quattromila, conferma il testo, numero simbolico che indica i punti cardinali moltiplicati per mille, per dire l’infinito, cioè tutti, perché per tutti il segno è lo stesso: il pane della vita che sazia la vera fame. L’episodio si conclude con Gesù che, dopo aver saziato la folla, la manda via. Ecco, la logica è sempre la stessa: Gesù non prende per sé la folla, ma la consegna al loro cammino, la rimanda libera e piena di forza, saziata da ogni fame. Preghiamo oggi il Signore perché anche noi, nelle nostre relazioni, impariamo a dare senza voler possedere. Etty Hillesum, una scrittrice ebrea vittima dell’Olocausto, ha scritto nel suo diario queste parole: “Forse è proprio la paura di sprecarsi che impedisce alle persone di mettere in mostra i loro doni migliori”. È così, chiediamo al Signore di liberarci dalla paura di sprecarci, di consegnarci, di perdere qualcosa di noi stessi, perché possiamo vivere nel rendimento di grazie ed accogliere con gioia questo giorno. Buona giornata! 

Mc 8, 1-10

 

In quei giorni, poiché vi era di nuovo molta folla e non avevano da mangiare, Gesù chiamò a sé i discepoli e disse loro: “Sento compassione per la folla; ormai da tre giorni stanno con me e non hanno da mangiare. Se li rimando digiuni alle loro case, verranno meno lungo il cammino; e alcuni di loro sono venuti da lontano”.
Gli risposero i suoi discepoli: “Come riuscire a sfamarli di pane qui, in un deserto?”. Domandò loro: “Quanti pani avete?”. Dissero: “Sette”. Ordinò alla folla di sedersi per terra. Prese i sette pani, rese grazie, li spezzò e li dava ai suoi discepoli perché li distribuissero; ed essi li distribuirono alla folla. Avevano anche pochi pesciolini; recitò la benedizione su di essi e fece distribuire anche quelli. Mangiarono a sazietà e portarono via i pezzi avanzati: sette sporte. Erano circa quattromila. E li congedò.
Poi salì sulla barca con i suoi discepoli e subito andò dalle parti di Dalmanutà.

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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