La sen. Drago: “terminare le lezioni il 30 giugno significa accusare i docenti di non aver lavorato”


Intervista alla parlamentare cattolica ex Cinque Stelle sulle prospettive della scuola e del mondo dell’istruzione in generale, dopo il giuramento del Governo Draghi e la fine della disastrosa gestione del ministro Azzolina

Di Giuseppe Brienza

A seguito del giuramento avvenuto ieri mattina del Consiglio dei ministri davanti al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, abbiamo rivolto alla senatrice di Popolo Protagonista (attualmente Gruppo Misto) ed ex del Movimento Cinque Stelle Tiziana Drago alcune domande sull’inizio ufficiale del Governo Draghi e, in particolare, sulle prospettive relative alla scuola.

Cominciamo subito commentando uno dei maggiori segnali di discontinuità nel nuovo Governo Draghi, ovvero la nomina a ministro dell’istruzione di Patrizio Bianchi, 68 anni, che ha alle spalle un curriculum accademico di respiro europeo e internazionale…

Ho conosciuto il prof. Patrizio Bianchi in occasione di una passata audizione al Senato e, devo dire, ho apprezzato il suo modo di vedere la scuola e in particolare il suo modo di affrontare la questione “didattica a distanza” (DAD). Quest’ultima è stata infatti demonizzata, perché è più facile criticare le nuove tecnologie piuttosto che mettersi in discussione, cercando di superare certi gap formativi. Occorre tener conto, ad ogni modo, che la gran parte degli insegnanti mi pare abbia fatto ampiamente la sua parte in mezzo a tante difficoltà.

Il prof. Bianchi era stato nominato nell’aprile 2020 dall’allora Ministro dell’istruzione Lucia Azzolina coordinatore del Comitato di esperti istituito presso il Ministero con il compito di formulare idee e proposte per la scuola, con riferimento all’emergenza sanitaria ma anche nell’ottica del miglioramento del sistema di istruzione e formazione nazionale. Tale Comitato è restato in carica fino al 31 luglio 2020. Cosa ne pensa del lavoro fatto?

Una parte della relazione conclusiva del lavoro fatto non è stata resa nota, ed ho detto tutto… Personalmente condivido la visione della scuola del futuro che ha il prof. Bianchi, diretta ad integrare nella didattica dei prossimi anni gli impianti del passato con quelli tecnologici. Con una DAD, in particolare, che veda l’utilizzo di piattaforme informatiche istituzionali, e non private o di mercato facilmente “bucabili”. Solo così è possibile infatti garantire che i dati degli studenti, e non solo, vengano custoditi e protetti dal Ministero dell’istruzione. L’utilizzo di piattaforme specializzate, come ho avuto modo di sperimentare personalmente sul campo, può fare molto in termini di integrazione, efficacia e riduzione del carico di lavoro per i docenti, ed in particolare per i ragazzi con Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), senza alterare gli equilibri della classe. Ho depositato un disegno di legge in tal senso, che ha ricevuto il plauso del prof. Giacomo Stella, ideatore e Responsabile scientifico dei Centri SOS Dislessia. Un fatto quest’ultimo che, per me, è stato di estrema importanza.

Oltre alle possibili prossime prospettive sulla scuola che lei incoraggia, c’è qualche aspetto dell’impostazione sulle politiche dell’istruzione del prof. Bianchi che la preoccupa?

Visto che pare essere un “prodiano” di formazione e non distante dalla renziana Buona scuola, temo che possa riproporne alcuni aspetti deleteri… Ma spero anche che possa rimediare ad altri.

Senatrice Drago a suo giudizio quali sono le prime due urgenze che dovrebbe affrontare il nuovo Ministro dell’istruzione?

Direi in primis la mobilità dei docenti, permettendo agli insegnanti che sono da molti anni lontani dai luoghi d’origine di poter tornare a lavorare nelle loro Regioni di appartenenza. La seconda, particolarmente legata alle esigenze delle famiglie e delle madri lavoratrici, che riguarda la costruzione di mense scolastiche soprattutto al Centro-sud.

Cosa ne pensa della proposta di prolungare il corrente anno scolastico di due settimane, quindi fino a fine giugno?

Sono contraria ad estendere l’anno fino al 30 giugno perché significherebbe accusare i docenti di non avere lavorato finora. Sono invece favorevole ad iniziare il prossimo anno scolastico dal 1° settembre perché, comunque, per circa due anni scolastici, molti studenti per vari motivi sono stati penalizzati. La DAD ha dato la possibilità, ad ogni modo, di far emergere il sommerso. Pensiamo alla dispersione scolastica che oggi si attesta, in tutto il territorio italiano, al 20%.

Riguardo al necessario “reclutamento” di nuovi docenti, propende per la soluzione di un “concorsone” nazionale o per l’assunzione tramite stabilizzazione dei precari?

Credo si dovrebbe ricorrere ad un’assunzione con riserva dei precari, per titoli e servizio. Così ottenendo che si ricoprano subito le cattedre ma, allo scadere del c.d. anno di prova, “sciogliere la riserva” ricorrendo a procedure selettive. Considerando, comunque, che stiamo parlando di personale docente che in molti casi lavora da anni e già “regge” la scuola italiana. Insomma, è in grande misura operativo ed ha già partecipato a diversi corsi di formazione e percorsi selettivi. Consideri che ci sono ben 64 mila docenti che, in questa situazione, stanno attendendo!

Senatrice Drago, voterà la fiducia al Governo Draghi?

 Vedremo la proposta programmatica che sarà presentata in Aula ma direi che la composizione mi sembra abbastanza composita e non sono totalmente critica sul nuovo esecutivo.

 


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