I lavori del nuovo Governo passeranno sotto la lente d’ingrandimento del popolo italiano


NASCE UN NUOVO GOVERNO TRA DIFFIDENZA E INCERTEZZE

Di Gian Piero Bonfanti

È nato il Governo Draghi e tutto il Paese non sa bene cosa pensare.

È una composizione sfuggevole, non esattamente definita e, a seconda del punto di osservazione, questa nuova squadra prende connotazioni diverse.

Ci ritroviamo a guardare con diffidenza e rassegnazione un Governo sulle cui spalle graverà il peso di un lavoro faticosissimo per rialzarci dalle macerie nelle quali l’Italia è oramai piombata.

Probabilmente anche questa squadra non sarà quella giusta, dobbiamo vigilare, ma questa soluzione ci appare una delle poche possibili per cercare di poter “cambiare il passo” nel nostro Paese.

Infatti l’eventuale ipotesi di un Governo “Conte Ter” era uno spauracchio che aleggiava sulle teste degli italiani ed era necessario trovare un modo per impedirne l’attuazione.

Quanto accaduto durante l’ultimo mandato dell’ex Presidente del Consiglio Giuseppe Conte è stato per il nostro amato Paese una disfatta totale.

Per le molteplici ragioni che abbiamo sempre rilevato anche in articoli precedenti, la guida dell’ultimo Governo ha messo l’Italia in ginocchio e se si fosse realizzato un “Conte Ter” ci saremmo ritrovati a maggio/giugno in un disastro totale.

In quel caso probabilmente la crisi economica già esistente avrebbe superato il livello di paesi ridotti sul lastrico, come ad esempio la Grecia.

Il lavoro che spetterà a questa nuova formazione sarà duro ed ambizioso, ma dovremo cercare di passare oltre alle nostre convinzioni politiche per osservare oggettivamente quali saranno le strategie che il re della finanza, ex presidente della BCE, metterà in campo.

C’è da rilevare che ci sono nomi riconfermati e poco “digeribili” tra i quali Luigi Di Maio, Roberto Speranza e Luciana Lamorgese, ma probabilmente questo era il ticket da pagare per poter procedere alla composizione del nuovo team.

Il resto della squadra è una composizione nuova, un misto di tecnici e di politici appartenenti a forze che hanno dato la disponibilità per mettersi in gioco in questa impresa.

Chi non ha appoggiato questa scelta è rimasto fuori, ed è stato un vero peccato perché questa era un’occasione per rinforzare l’area valoriale all’interno di un Governo che andava costituendosi.

Purtroppo restando all’opposizione abbiamo visto che non si può essere determinanti nelle scelte di un paese e bene hanno fatto a nostro avviso coloro che sono voluti “tornare in sella”.

Ora bisogna ripartire, speriamo nel modo giusto.

Bisogna uscire dal baratro nel quale siamo sprofondati ed è necessario rimboccarsi le maniche.

I lavori del nuovo Governo passeranno sotto la lente d’ingrandimento del popolo italiano, ma siamo convinti che non sarà difficile fare meglio di chi è appena uscito, basta veramente poco.

Probabilmente anche questa formazione non sarà quella auspicata o quella definitiva, anche se sulla carta ci appare maggiormente equilibrata rispetto alla precedente.

Ora non ci resta altro che stare alla finestra a guardare e capire come si muoverà il nuovo Governo.


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