I massmedia continuano a prenderci per i fondelli


TELECAMERE E LACRIME CALDE PER UN’USCITA DI SCENA

Di Diego Torre

Ammettiamolo. Una lacrima ci è scappata a tutti. Vedere Conte che va via; egli, così pulito e così perbene; delicato, educato, gentiluomo; cacciato dalle perfide mene del  malvagio Renzi  ….  Mano manina con la fidanzatina recalcitrante all’esposizione mediatica; Casalino che si scioglie in lacrime; il tutto nella cornice un pò mesta ma festosa,  intrecciata dalla militaresca solennità del picchetto d’onore  e dalle turbe impiegatizie, commosse ma plaudenti alle finestre degli uffici …. insomma un autentico capolavoro di immagine.

L’avvocato del popolo va via con lo stesso stile con cui ha dimorato a palazzo Chigi. E fin qui non ci sarebbe niente di male. Ognuno è, fa, e comunica come vuole.

Quello che invece dà francamente fastidio è come i media abbiano presentato l’evento: unico, spontaneo, eccezionale. E tanti italiani disattenti o smemorati l’hanno preso per tale, aggiungendo commozione a commozione e constatando l’unicità e la popolarità di Giuseppe Conte. 

E’ bastato non fare alcun accenno ad eventuali precedenti storici, e tacere come la stessa manifestazione sia avvenuta per Berlusconi, con cui è stata inaugurata; e poi Letta, Renzi e Gentiloni.

Insomma è ormai una tradizione, che si è riproposta ANCHE per Conte. Certamente non lo sapeva  Casalino che ha dichiarato ad Adnkronos: “Sì, mi sono commosso. L’applauso che il Palazzo gli ha tributato è stato sentito, lungo, credo senza precedenti”. Forse si riferiva soltanto alla lunghezza. E quanto si sia commosso si è visto dalle sue lacrime, prontamente raccolte dalla telecamera e trasmesse in tutta Italia.

Non possiamo quindi che complimentarci per la perfetta realizzazione dell’uscita di scena (momentanea?) dell’avvocato del popolo e del suo portavoce; non scandalizza affatto. Ma che i massmedia continuino a prenderci per i fondelli in modo così sfacciato è francamente inammissibile. La sudditanza dei padroni dell’informazione è tale che non si sono neppure accorti che la musica è cambiata; almeno così pare; almeno quella della comunicazione mediatica. Certamente è cambiato il direttore d’orchestra.


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