Covid, niente verità e libertà, e ora arriverà la fame. Stop al Great Reset!


Fino a quando e quanto ancora siamo disposti a subire passivamente?

Di Lorenzo Capellini Mion


Poco più di un anno fa la coppia di turisti cinesi ricoverati allo Spallanzani per il virus che sconvolse il mondo mentre l’Oms per la prima volta lo definiva come una minaccia globale.

Il virus in realtà circolava tranquillamente da mesi ma il set di Wuhan era pronto così come tutto il programma in attesa del via. Tant’è che il governo, un po’ alla chetichella, aveva già decretato lo stato di emergenza.

Per un po’ il vero virus era il razzismo, Trump e tutto il resto, furono baci, abbracci e involtini primavera.

Perché per i più feroci covidisti di oggi, il compagno C ieri era una influenza o giù di lì. Sic transit.

Ma veniamo ad oggi con i nostri servizi segreti che informano che nonostante tutto le cifre ufficiali riguardanti la diffusione del virus sarebbero sottostimate, e di molto.

Secondo il dossier ci sarebbe circa il 50% in più di nuovi casi positivi rispetto a quelli che vengono comunicati.

Tralasciando per un attimo l’attendibilità dei test se ne evince che la curva dei contagi non diminuisce con i lockdown cinesi che, e questa è una mia ferma convinzione, peggiorano la situazione non solo distruggendo il sistema immunitario ma costringendo ad una evitabile prolungata promiscuità in luoghi chiusi mentre non esiste una sola prova scientifica che dimostri che ci si possa contagiare all’aria aperta.

E soprattutto il dato dei servizi è importante perché più sono i positivi, in enorme parte senza sintomi, più il tasso di mortalità, ancorché calcolato in modo assolutamente discutibile, si abbassa.

Ed è un tasso già bassissimo, ma prendiamolo come ulteriore conferma che la vasta maggioranza della popolazione ha poco o nulla da temere dal virus di Wuhan.

Quindi questo rapporto, definito “allarmante” dal giornale unico, dovrebbe allarmare solo gli esperti della narrativa del terrore.

Quelli che ci fanno indossare la mascherina all’aperto non perché sia utile ma per tenere alta la guardia, che fanno chiudere i locali non su base scientifica ma per allontanare la tentazione di vivere.

Come se dovessimo rinunciarci per paura di morire.
Fino a quando e quanto ancora siamo disposti a subire passivamente?

Forse davvero dove non è arrivata la voglia di verità, e di libertà, arriverà la fame. Stop the Great Reset!


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments