Omofobia, cristiani uniti per difendere libertà di espressione e culto


I CRISTIANI SI STANNO SVEGLIANDO E INIZIANO A COMBATTERE CONTRO LE LEGGI CHE VOGLIONO IMBAVAGLIARE DIO E I FEDELI. DOPO L’AUSTRALIA L’ESEMPIO DELLA SCOZIA

Di Emanuela Maccarrone

Dopo la rivolta dei cristiani australiani (ne abbiamo parlato in un nostro articolo qualche giorno fa), a rivendicare i propri diritti sono adesso i cristiani della Scozia.

Il Governo scozzese è orientato ad appoggiare un disegno di legge sui crimini d’odio, ufficialmente per la tutela dei diritti degli omosessuali, ma che comporterebbe per chiunque l’incriminazione per il semplice disaccordo con l’ideologia di genere e il matrimonio tra persone dello stesso sesso.

Ma l’allarme dei cristiani non è tardato e, come spiega ‘Crux now’, la preoccupazione è salita quando il Partito nazionale scozzese al governo ha scartato un emendamento a tutela della libertà di espressione, introdotto dopo otto mesi di negoziati, in seguito alle denunce da parte degli attivisti per i diritti dei gay.

Le Chiese cristiane temono che il disegno di legge possa acconsentire alla persecuzione per il solo fatto di esprimere opinioni dissenzienti sulla sessualità e l’ideologia di genere. Così i leader della chiesa cattolica ed evangelica hanno sollecitato il governo scozzese a ritirare parte della proposta di legge sul crimine d’odio e sull’ordine pubblico in Scozia, per consentire “un’analisi dettagliata delle disposizioni cruciali”.

Il disegno di legge, che potenzialmente criminalizzerebbe qualsiasi critica ad ogni ideologia, è stato criticato dalla Chiesa cattolica, dalla Free Church of Scotland e dall’Alleanza evangelica. I leader delle Chiese cristiane hanno indirizzato una lettera a Humza Yousaf, segretario di gabinetto per la giustizia, nella quale chiedono maggiori tutele per la libertà di espressione. Esse hanno evidenziato l’importanza di un dialogo aperto sulla questione della mutabilità del sesso, sostenendo la libertà per ogni opinione e posizione contraria a tale idea: “il dibattito aperto e onesto sull’essenza stessa della persona umana non dovrebbe mai essere soffocato”.

Dinanzi alla certezza di sanzioni penali per chiunque metta in discussione tale ideologia, i cristiani hanno chiesto la necessità di rivedere il testo di legge affinché sia legittima “la discussione e la critica delle opinioni sull’identità transgender senza timore di sanzioni penali”.

In altre parole i cristiani unitisi nell’iniziativa hanno richiesto il diritto di affermare che “il sesso binario non esiste o è variabile” deve essere abbinato con il diritto di non essere d’accordo con tale opinione e avere, di conseguenza “protezione dall’azione penale”.

E’ evidente la contraddizione in corso: da un lato si rivendicano dei diritti e dall’altro se ne reprimono degli altri per far spazio ai primi.

Come si può far finta di non accorgersi di una persecuzione indiretta nei confronti della fede cristiana?

 

 


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