Shemà. Commento al Vangelo del 25 febbraio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: giovedì 25 febbraio 2021

Il Vangelo di oggi ci offre il modo di approfondire il tema della preghiera. Se infatti abbiamo meditato in questi giorni che le parole di Gesù mettevano in evidenza come la preghiera sia soprattutto una questione di relazione e non di parole, oggi Gesù continua ad istruirci sulle caratteristiche di questa relazione di fiducia, che siamo chiamati a custodire nei riguardi di Dio. Questo rapporto di fiducia sembra essere il fondamento sul quale si costruisce tutta la Scrittura: la Legge e i Profeti, che doveva essere il contenuto della tradizione religiosa ai tempi di Gesù, visto che a quei tempi alcuni scritti dell’attuale Antico Testamento, come tutti gli scritti del Nuovo Testamento, ancora non erano stati inseriti nella Sacra Scrittura. Quindi, le parole che oggi Gesù ci consegna in questo testo in questo tempo di Quaresima, ci offrono 3 indicazioni che ci aiutano a pregare con fiducia filiale. Innanzi tutto i verbi chiedere, cercare, bussare, ci invitano a riflettere che se non si fanno certi passi concreti, se non si osa dichiarare a se stessi o agli altri i propri bisogni, se non si ha questa libertà confidenziale con se stessi, con gli altri e col Signore, la preghiera resta una perdita di tempo. Ne deriva che la preghiera, proprio perché è relazione col Padre, è anche una presa di coscienza, un esercizio di libertà interiore. Un altro elemento interessante che emerge da queste parole di Gesù è trasmessa attraverso le domande provocatorie che Gesù porge e che stimolano la nostra intelligenza: Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? A dire che, se davvero credessimo che Dio è Padre, crederemmo anche che Lui non ci potrà mai ingannare, non ci potrà mai dare l’impressione di darci da mangiare, non ci darà mai qualcosa che abbia solo le sembianze del cibo, perché Dio è Padre. La preghiera, allora, è anche esercizio di fiducia in Dio, affidamento non al nostro dubbio, ma alla bontà del Padre. Il testo poi termina con  un’affermazione, che è la famosa “regola d’oro”, la regola morale universale: Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro. Questa frase, non deve essere propria di Gesù e del suo insegnamento, ma è ormai certo che provenga dalla scuola rabbinica ebraica, e ormai è risaputo che una tale affermazione si ritrova anche in tante religioni perché, di fatto, essa non conferma altro che la pratica del bene reciproco, la regola fondamentale sulla quale si costruisce il rispetto dell’umanità. La cosa interessante per noi è che Gesù inserisce questa norma morale universale nel suo insegnamento, e lo fa proprio dopo aver guidato i discepoli a comprendere il rapporto di fiducia che esige la relazione con Dio Padre. La fiducia in Dio è, per l’insegnamento di Gesù, fondamento della fiducia che si può avere verso ogni essere umano. Ecco allora che la preghiera per i credenti in Gesù è tutta quella serie di atti interiori di libertà e di fiducia in Dio che formano la relazione con Dio e qualificano i rapporti umani, perché non esiste preghiera che non sia anche atto di bontà verso gli altri, azione che realizza il bene e la felicità, nostra e altrui. Così, se abbiamo una relazione giusta col Padre, abbiamo anche una relazione buona tra noi, e, come notiamo dalla conclusione di questo testo, possiamo compiere la Scrittura, cioè viverla, metterla in pratica. Allora oggi davvero chiediamo al Signore che ci doni una tale fiducia in Dio  che ci porti a dare fiducia a gli altri, a fare il bene, a desiderare il bene e la felicità degli altri, così da vivere nella gioia sia l’obbedienza alla legge, che le indicazioni dei profeti, perché il cammino di conversione che questa Quaresima ci sta offrendo la possibilità di vivere, sia un vero cammino di gioia. Buona giornata! 

 

Mt 7, 7-12


In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chiedete e vi sarà dato; cercate e troverete, bussate e vi sarà aperto. Perché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. Chi di voi, al figlio che gli chiede un pane, darà una pietra? E se gli chiede un pesce, gli darà una serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono! Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».

 

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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