Gruppi pro vita stoppano iniziativa che incentiva aborto farmacologico


GANDOLFINI (FAMILY DAY): “DALLA LOMBARDIA UN NETTO NO ALLA CULTURA DELLO SCARTO”

Di Angelica La Rosa

“Accogliamo con soddisfazione la bocciatura da parte del Consiglio regionale della Lombardia della proposta di legge presentata nell’ambito della campagna ‘Aborto al sicuro’”.

Così ha dichiarato Massimo Gandolfini, Presidente dell’Associazione Family Day, una delle associazioni pro vita che hanno ottenuto questo grande risultato nella regione più popolosa d’Italia.

L’iniziativa, dal chiaro sapore ideologico, partiva dal falso assunto che, come affermato nella relazione introduttiva, “in Lombardia le donne faticano a vedere riconosciuto il proprio diritto ad un aborto sicuro”, e che “l’accesso ai servizi che dovrebbero garantire l’applicazione della Legge 194 sia ‘difficile e, a volte, addirittura ostacolato‘”.

“Nelle audizioni alle quali abbiamo preso parte con altri esperti abbiamo fornito dettagliata documentazione che, dati alla mano, smentiva la premessa e abbiamo evidenziato come la proposta fosse non solo inutile – visto che dava per assodata un’emergenza inesistente – ma anche dannosa nel prevedere l’incentivazione dell’aborto farmacologico e l’abolizione dell’obbligo di ricovero, privatizzando e rischiando di banalizzare così il dramma dell’interruzione volontaria di gravidanza”, ha spiegato il professor Gandolfini.

“Siamo lieti che il Consiglio Regionale della Lombardia abbia agito in base a criteri razionali e oggettivi, prendendo atto della ponderosa ed accurata documentazione scientifica e tecnica presentata, rigettando una proposta che metteva anche in discussione l’istituto dell’obiezione di coscienza, valore costituzionalmente garantito, seppure costantemente sotto attacco, al quale comunque, statistiche alla mano non può neppure essere imputata alcuna mergenza nella applicazione della Legge 194. Su questo tema torniamo a chiedere un rafforzamento di tutte le strutture e degli strumenti tesi a sostenere le situazioni di fragilità e conseguentemente il compimento delle gravidanze più difficili. Proponiamo a Regione Lombardia che favorisca la possibilità di prevenire la scelta abortiva, attraverso un progetto di legge regionale coerente con la legge 194 stessa, laddove questa prevede che vengano rimosse le cause che inducono all’aborto”, ha concluso Gandolfini.

“Il Consiglio Regionale della Lombardia ha respinto la petizione-mozione agevolativa dell’interruzione volontaria di gravidanza ‘ABORTO AL SICURO’ proposta da PD e M5S accogliendo le eccezioni esposte nel mio intervento del 4-12-19 riportate alle pagg. 19-21 del VERBALE CONSILIARE.
Se attaccati frontalmente gli abortisti possono essere sconfitti”, ha commentato l’Avv. Pietro Guerini, Presidente nazionale Comitato NO194 ed omonima associazione (no194.org).

Nel video che segue l’avvocato Gianfranco Amato, Max Bastoni (Consigliere regionale) ed Emanuele Monti (Presidente della Commissione Sanità della Regione Lombardia) danno notizia dell’avvenuta bocciatura della proposta di legge regionale ad iniziativa popolare n.76 avente per oggetto “Disciplina dell’applicazione della Legge 22 maggio 1978, n. 194, nel territorio della Regione Lombardia” – 23 febbraio 2021.


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