Come irretire un popolo nel tempo del covid


Tante persone, paralizzate dalla paura, trovano conforto nell’obbedienza cieca

Di Diego Torre

Che il covid ci abbia segnato è fuori discussione.

Non solo con la sua scia di morte e ricoveri ospedalieri, non solo con una ferita economica da cui la società sarà sanata (forse) con molto tempo e sofferenza, ma soprattutto, si è intaccata la psiche di un popolo. 

Il fenomeno è ancora in atto e potrebbe anche intensificarsi.

Della paura come pane quotidiano di ogni italiano, abbiamo già scritto. Accanto ad essa sono scattati altri riflessi. 

Somministrata con il giornale unico globale, diffusa dai canali televisivi e dalle dichiarazioni degli “esperti”, la paura si è portata dietro dei corollari non indifferenti.

Il più pericoloso è certamente un’acquiescenza  servile ad ogni fonte d’autorità, politica o “scientifica”. E ciò fino all’osservanza “liturgica” delle norme, non solo di quelle prescritte ma di altre addirittura auto inventate  da menti suggestionate.

Non è un caso che proprio in ambito liturgico ciò avvenga maggiormente. Le mani che vengono igienizzate, magari offrendo il gel agli altri con tanto di sorriso prima della comunione: un rito ormai entrato nella Messa.  E poi guai ad inginocchiarsi o a ricevere la Comunione sulla lingua; benchè ciò sia ampiamente previsto dalle norme della chiesa universale.

Ma anche certe norme ”prescritte”, come il pranzo che si può fare in ristorante e la cena invece no, fanno a cazzotti col più elementare buonsenso, ma trovano lo stesso fans furenti e convinti. E’ l’esito mentale di persone paralizzate dalla paura che trovano conforto nell’obbedienza cieca.

Esse addirittura finiscono per amare l’imposizione del grande fratello mediatico-scientifico-politico e iniziano ad odiare chi si permette, pur con prudenza e misura, di dissentire o almeno analizzare criticamente l’ammasso dei cervelli in corso.

Nascono così i delatori, già evocati peraltro dal ministro della salute del precedente nonché dell’attuale governo.

La paura si tramuta in aggressività verso gli “untori”. Se le vaccinazioni saranno tante, inizierà poi la caccia ai disobbedienti ed il loro linciaggio morale.

Ovviamente il silenziamento di ogni voce critica o dissenziente viene particolarmente curato dai media che bombardano il popolo con ferali notizie, date in televisione con tale velocità che sono impossibili i confronti.

Essi danno tutto lo spazio agli allarmisti, ed escludono i possibilisti, peraltro già attaccati e minacciati, bollati come “negazionisti” perché non allineati al mainstream. E’ questo  l’andazzo che procede da un anno e che viene mantenuto e accresciuto. 

E’ scandalosa poi l’apologia del vaccino e il contemporaneo silenzio sulla medicina del  territorio, la quale bloccherebbe il contagio sul nascere ed eviterebbe l’ingorgo degli ospedali.

Ma i nosocomi vuoti non alimenterebbero la paura e l’accondiscendenza. Si capirebbe che il covid si può curare a casa col medico di famiglia e il nostro bel popolo, baciato dalla verità, potrebbe risvegliarsi e iniziare a porsi delle domande.

Altro passaggio importante è il blocco dei movimenti. Il gironi e gli impegni sono segnati dal colore della regione, la nostra libertà di movimento è una concessione del potere.

Ammesso che oggi essa sia una necessità, perché non re-imporla domani, per ragioni diverse, ad un popolo che ormai è abituato a tutto ciò?

Un popolo che accetta che i genitori o i nonni non vedano più figli e nipoti, in cui l’individuo è isolato rispetto alla famiglia, all’ambiente di lavoro, alle amicizie, è diventato una massa di individui atomizzati

In questo quadro già lugubre si alternano minacce e lusinghe.  I bollettini di morte, le ipotesi di lockdown, i messaggi terroristici del “comitato di salute pubblica”, i controlli disposti col dovuto cipiglio dal ministro dell’interno, del precedente nonché dell’attuale governo, deprimono le vittime.

Poi ci sono le promesse per blandirle; del tipo “chiudiamo ora per aprire a Natale” come disse il premier Conte; o allentamenti parziali e momentanei delle restrizioni; aperture e chiusure di negozi e attività; e soprattutto la grande promessa: il vaccino salvatutto (frettolosamente testato e comunque  poco disponibile). Così il popolo bue rimane nella paura, ma sempre grato al Grande Fratello quando gli concede qualcosa.

Non sappiamo con esattezza quanto questo fosco quadro sia stato progettato e realizzato con lucidità e libera volontà; nè da chi. Ma certamente esso è sotto i nostri occhi.

Tutta una serie di riflessi negativi sono stati inoculati nelle masse e potranno essere riutilizzati in futuro per altre “emergenze”.

Spezzato il morale di un popolo è facile dissolverne l’identità , annullare ogni possibilità di rappresentanza democratica e sottometterlo ad un ordine occulto; non annunciato ma progressivamente realizzato. Si sveglierà in tempo il bell’addormentato?


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Sarebbe tutto giusto se questa analisi riguardasse un solo paese, per es. l’Italia. Ma, ahimè, la situazione, se non ve ne siete resi conto, riguarda il mondo intero. Allora viene da chiedersi, se è vero lo scenario prefigurato, occorrerebbe chiedersi quale diabolica regia si cela dietro una simile univoca politica mondiale? Chi sta decidendo di impaurire la popolazione mondiale per soggiogarla a cosa?
Resta quindi da sapere CUI PRODEST?
Fuori i nomi e i cognomi, per favore.