In Paradiso S. Giuseppe continua ad avere il posto che teneva nella Sacra Famiglia


DALL’8 DICEMBRE 2020 ALL’8 DICEMBRE 2021 SI CELEBRA, COME VOLUTO DA PAPA FRANCESCO, UN ANNO PARTICOLARE DEDICATO A SAN GIUSEPPE, IN OCCASIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DALLA SUA PROCLAMAZIONE A PATRONO DELLA CHIESA CATTOLICA.

PER MEDITARE OGNI GIORNO DI MARZO SUL PADRE PUTATIVO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO INFORMAZIONE CATTOLICA VI OFFRE UNA RIFLESSIONE QUOTIDIANA.

Di don Giuseppe Tomaselli*

 

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Secondo giorno

Pater noster – San Giuseppe, prega per noi!

GRANDEZZA DI SAN GIUSEPPE

Tutti i Santi sono grandi nel regno dei Cieli; però tra loro c’è qualche differenza, in base al bene operato in vita. Qual è il Santo più grande? Nel Vangelo di San Matteo (XI, 2) si legge: «In verità vi dico che tra i nati di donna non è mai sorto alcuno più grande di Giovanni Battista». Sembrerebbe che San Giovanni Battista debba essere il Santo più grande; ma non è così. Gesù intendeva escludere da questo paragone la Madre sua ed il Padre Putativo, come quando si dice ad alcuno: – Ti amo più di qualunque persona! – sottintendendo: …dopo mia madre e mio padre. San Giuseppe, dopo la Vergine Santissima, è il più grande nel regno dei cieli; basta considerare la missione che ebbe nel mondo e la straordinaria autorità di cui fu rivestito.

Quando era su questa terra aveva i pieni poteri sul Figlio di Dio, sino a comandarlo. Quel Gesù, davanti al quale tremano le Schiere Angeliche, gli stava soggetto in tutto e l’onorava degnandosi chiamarlo «Padre». La Vergine Maria, Madre del Verbo Incarnato, essendo sua Sposa, l’ubbidiva umilmente. Quale dei Santi ebbe mai tanta dignità?

Ora San Giuseppe è in Cielo. Con la morte non ha perduto la sua grandezza, perché nella eternità i vincoli della vita presente vengono perfezionati e non distrutti; continua dunque ad avere in Paradiso il posto che teneva nella Sacra Famiglia. Certamente è cambiato il modo, perché in Cielo San Giuseppe non comanda più a Gesù ed alla Madonna come comandava nella Casa di Nazareth, ma il potere è lo stesso di allora; cosicché tutto può sul Cuore di Gesù e di Maria. Dice San Bernardino da Siena: – Di certo Gesù non nega in Cielo a San Giuseppe quella familiarità, riverenza e sublimissima dignità, che gli ha prestato in terra come figlio a padre.

Gesù glorifica in Cielo il suo Padre Putativo, accettando la sua intercessione a beneficio dei suoi devoti e vuole che il mondo l’onori, l’invochi e ricorra a lui nei bisogni. In prova di ciò, si ricorda quanto avvenne a Fatima il 13 Settembre 1917. Allora si svolgeva la grande guerra europea. La Vergine apparve ai tre fanciulli; fece diverse esortazioni e prima di sparire annunziò: – In ottobre verrà San Giuseppe con Gesù Bambino per benedire il mondo. Difatti il 13 ottobre, mentre la Madonna spariva in quella stessa luce che veniva dalle sue mani distese, apparvero in cielo tre quadri, uno dopo l’altro, simboleggianti i misteri del Rosario: gaudiosi, dolorosi e gloriosi. Il primo quadro era la Sacra Famiglia; la Madonna aveva l’abito bianco ed il manto azzurro; al suo fianco stava San Giuseppe con Gesù Bambino in braccio. Il Patriarca fece tre volte il segno di Croce sull’immensa folla. Lucia, estasiata da quella scena, gridò: – San Giuseppe ci sta benedicendo! Anche Gesù Bambino, sollevando il braccio, fece sul popolo tre segni di Croce. Gesù, nel regno della sua gloria, è sempre intimamente unito a San Giuseppe, memore delle cure ricevute nella vita terrena.

 

Esempio

Nel 1856, in seguito alla strage causata dal colera nella città di Fano, si ammalò gravemente un giovane nel Collegio dei Padri Gesuiti. I medici tentarono salvarlo, ma in fine dissero: – Non c’è speranza di guarigione!
Uno dei Superiori disse all’infermo – I medici non sanno più cosa fare. Ci vuole un miracolo. E’ prossima la festa del Patrocinio di San Giuseppe. Tu abbi molta fiducia in questo Santo; nel giorno del Suo Patrocinio procura di comunicarti in suo onore; nello stesso giorno saranno celebrate sette Messe, in memoria dei sette dolori e delle sette allegrezze del Santo. Inoltre terrai in camera un’immagine di San Giuseppe, con due lampade, accese, per rianimare la confidenza nel Santo Patriarca.
San Giuseppe gradì queste prove di fiducia e d’amore e fece quanto non poterono fare i medici.
Subito infatti cominciò il miglioramento ed il giovane in breve si rimise perfettamente.
I Padri Gesuiti, riconoscendo prodigiosa la guarigione, resero pubblico il fatto per invogliare le anime alla fiducia in San Giuseppe.

 

FiorettoRecitare Tre Pater, Ave e Gloria per riparare le bestemmie che si dicono contro San Giuseppe.

GiaculatoriaSan Giuseppe, perdona chi profana il tuo nome!

 

Il testo che vi abbiamo proposto è stato tratto da libro Don Giuseppe Tomaselli, San Giuseppe – Mese in suo onore (1962), di proprietà dell’Istituto Teologico “San Tommaso“, Via del Pozzo, 43 – 98121 Messina, al quale il libro può essere chiesto, oppure scrivendo alla mail: dongiuseppetomaselli@gmail.com.

 

* Don Giuseppe Tomaselli, nato a Biancavilla (Catania) il 26 gennaio del 1902 e morto a Messina nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1989, entrò nel 1916 nella Congregazione Salesiana, venne ordinato sacerdote nel 1926 e, lungo il suo ministero, durato quasi 63 anni, fu parroco, insegnante, cappellano presso comunità religiose, esorcista, taumaturgo ed apostolo della buona stampa cattolica. Proprio in quest’ultima veste diffuse ben 10 milioni di copie dei suoi 120 libri, testi che ancora sono molto richiesti e letti.

 

 

 


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