Shemà. Commento al Vangelo del 5 marzo della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mt 21, 33-43.45

venerdì 5 marzo 2021

Oggi il Vangelo ci trasmette un’altra parabola di Gesù per consegnarci un insegnamento fondamentale per la nostra eterna felicità. Il racconto della parabola ha come protagonista un vignaiolo e la sua vigna. Ne emerge una relazione basata sulla cura e sul tempo, visto che spesso il lavoro nella vigna procede da generazioni. Ecco, raccontare una storia che riguarda una vigna, per gli ascoltatori del tempo di Gesù, significava parlare di una relazione  profonda, raccontata più volte nella Scrittura, soprattutto nel Libro dei profeti (in particolare in Is 5,1-7). La vigna è quindi l’immagine della relazione d’amore tra Dio e il suo popolo, immagine che ne evidenzia soprattutto la cura nell’affetto, nella pazienza. La storia della vigna è la storia del popolo d’Israele, tanto amato da Dio, ma nello stesso tempo tanto incapace di accogliere questo amore. Gli ascoltatori di Gesù, quindi, nell’ascoltare le sue parole, si aspettavano una storia che li richiamasse alla conversione, all’accoglienza di Dio. Ora, in effetti è così, però la particolarità di questa parabola è che emerge maggiormente la grande pazienza di Dio davanti al rifiuto violento, davanti all’uccisione dei profeti. Una pazienza infinita, che arriva fino all’invio del proprio figlio. Il resto della parabola ricalca la storia della passione di Gesù e ci mostra il vero motivo della condanna a morte da Lui subita, che non è altro che il rifiuto  di consegnare al figlio amato i frutti della vigna. Questo ci mostra anche la coscienza che Gesù stesso aveva del suo destino, della sua missione: Gesù sa che il Padre l’ha mandato nel mondo non per subire la violenza degli uomini, ma perché tutti possano accoglierlo come il Figlio amato. Questa sua convinzione la conferma con una citazione biblica, il salmo 118: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi” Allora oggi chiediamo al Signore la grazia di accogliere pienamente Gesù nella nostra vita, perché essa sia piena di frutti e poi chiediamo anche al Signore di convertirci e di metterci nel cuore che la vigna del Signore è la Sua vigna amata e non la nostra, perché possiamo essere liberi anche dai nostri meriti, dai nostri frutti, in modo da non appropriarci mai della Sua vigna, ma sappiamo restituire tutto a Lui. Se impariamo a riconsegnare al Signore ogni cosa, saremo sempre sicuri di essere amati da Dio, come il Figlio amato. San Francesco, in una preghiera consegnata ai suoi frati, ci fa pregare così: “Restituiamo al Signore Dio Altissimo e Sommo tutti i beni e riconosciamo che tutti i beni sono suoi e di tutti rendiamo grazie a Lui, dal quale procede ogni bene. E lo stesso Altissimo e Sommo, solo vero Dio abbia, e gli siano resi ed egli stesso riceva tutti gli onori e la reverenza, tutte le lodi e le benedizioni, ogni rendimento di grazia e ogni gloria, poiché Suo è ogni bene ed Egli solo è buono.” Buona giornata!

Mt 21, 33-43.45

In quel tempo, Gesù disse ai capi dei sacerdoti e agli anziani del popolo:
«Ascoltate un’altra parabola: c’era un uomo che possedeva un terreno e vi piantò una vigna. La circondò con una siepe, vi scavò una buca per il torchio e costruì una torre. La diede in affitto a dei contadini e se ne andò lontano. Quando arrivò il tempo di raccogliere i frutti, mandò i suoi servi dai contadini a ritirare il raccolto. Ma i contadini presero i servi e uno lo bastonarono, un altro lo uccisero, un altro lo lapidarono. Mandò di nuovo altri servi, più numerosi dei primi, ma li trattarono allo stesso modo. Da ultimo mandò loro il proprio figlio dicendo: “Avranno rispetto per mio figlio!”. Ma i contadini, visto il figlio, dissero tra loro: “Costui è l’erede. Su, uccidiamolo e avremo noi la sua eredità!”. Lo presero, lo cacciarono fuori dalla vigna e lo uccisero. Quando verrà dunque il padrone della vigna, che cosa farà a quei contadini?». Gli risposero: «Quei malvagi, li farà morire miseramente e darà in affitto la vigna ad altri contadini, che gli consegneranno i frutti a suo tempo». E Gesù disse loro: «Non avete mai letto nelle Scritture: “La pietra che i costruttori hanno scartato è diventata la pietra d’angolo; questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia ai nostri occhi”? Perciò io vi dico: a voi sarà tolto il regno di Dio e sarà dato a un popolo che ne produca i frutti». Udite queste parabole, i capi dei sacerdoti e i farisei capirono che parlava di loro. Cercavano di catturarlo, ma ebbero paura della folla, perché lo considerava un profeta.

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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