E’ contrario all’utilizzo della pillola abortiva Ru486: subisce attacchi feroci


GANDOLFINI (FAMILY DAY): SOLIDARIETÀ A CONSIGLIERE SANNA, LIBERTÀ SU TEMI ETICI FONDAMENTO DEMOCRAZIA

Di Angelica La Rosa

“A nome di tutte le realtà associative che animano il Family Day esprimo la più sincera solidarietà al Presidente del Consiglio comunale di Ancona, Tommaso Sanna, per i feroci attacchi subiti a seguito del suo dissenso nei confronti di una mozione in favore dell’utilizzo della pillola abortiva Ru486. A titolo personale Sanna ha manifestato con un intervento pacato e incisivo i suoi convincimenti morali circa la sacralità della vita e il dramma dell’aborto, pur premettendo che riconosce la Legge 194 in quanto legge dello Stato italiano. Questo è bastato a procurargli l’espulsione da Azione e far partire una feroce campagna denigratoria, alimentata dalla sua stessa maggioranza, che mira a destituirlo da presidente del Consiglio Comunale”, così il leader del Family Day, Massimo Gandolfini.

“La vicenda mostra un gravissimo vulnus della nostra democrazia: ad oggi esistono partiti, gruppi e movimenti che vorrebbero negare qualsiasi agibilità politica a coloro che si battono per il sostegno alla vita e alla maternità a prescindere dal loro orientamento politico. Mi sorprende poi leggere che la dirigenza locale di Azione abbia spiegato l’allontanamento di Sanna parlando di incompatibilità con un partito liberal-progressista. Non tollerare le opinioni diverse su temi di grande valenza etico-morale è piuttosto un atteggiamento da Politburo del partito comunista sovietico. Forse bisogna ricordare loro che Calenda fu uno dei pochi candidati all’Europarlamento che firmò il manifesto contro l’utero in affitto delle femministe della differenza italiane”, prosegue Gandolfini.

“Tra l’altro la mozione votata conteneva chiari elementi che confliggono con la stessa legge 194, che prevede la partecipazione nei consultori anche di associazioni che aiutano le donne a portare a termine la gravidanza, evento che questa mozione voleva proibire. Auspichiamo che si ritorni al buon senso comprendendo che qualsiasi cordone sanitario di isolamento delle donne non giova alle stesse, mentre una politica di sostegno alla maternità è certamente utile per una scelta che sia davvero libera e ponderata”.


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