Ecco come San Giuseppe salvò Teresa d’Avila e le sue consorelle

DALL’8 DICEMBRE 2020 ALL’8 DICEMBRE 2021 SI CELEBRA, COME VOLUTO DA PAPA FRANCESCO, UN ANNO PARTICOLARE DEDICATO A SAN GIUSEPPE, IN OCCASIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DALLA SUA PROCLAMAZIONE A PATRONO DELLA CHIESA CATTOLICA.

PER MEDITARE OGNI GIORNO DI MARZO SUL PADRE PUTATIVO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO INFORMAZIONE CATTOLICA VI OFFRE UNA RIFLESSIONE QUOTIDIANA.

Di don Giuseppe Tomaselli*

Ottavo giorno

Pater noster – San Giuseppe, prega per noi!

La Circoncisione

Ai bambini ora si dà il Battesimo. Prima della venuta di Gesù non esisteva questo Sacramento. Però Dio aveva prescritto al popolo ebreo la Circoncisone, quale segno di alleanza.

Nel Libro della Genesi (XVII – 10) è detto: Il patto che avete da osservare tra me e voi è questo: sia circonciso tra voi ogni maschio; sarete circoncisi nella vostra carne, in segno del patto fra me e voi. In età di otto giorni sarà tra voi circonciso ogni maschio nel corso delle vostre generazioni.

Gesù, quantunque ebreo secondo la carne, non era soggetto a questa legge; ma vi si volle sottomettere per essere ossequiente ad ogni prescrizione e per soffrire per la salvezza dell’umanità, versando un po’ di sangue.

Nel Vangelo si legge: Trascorsi otto giorni, il Bambino fu circonciso e gli fu posto il nome Gesù, come era stato detto dall’Angelo. (S. Luca – II, 21).

Chi compiva il rito della Circoncisione era il padre; toccò quindi a San Giuseppe questo compito.

In base alle fonti storiche degli Ebrei, si conoscono i particolari di questa funzione religiosa, che si svolgeva nella stessa famiglia e costituiva una vera festa.

Gesù fu circonciso a Betlem; era presente la Madonna e qualche altra persona.

All’inizio del rito, mentre il Bambino veniva presentato dal Padrino a S. Giuseppe, così si pregava: Benedetto Colui che viene nel nome del Signore!

Il Padrino, a nome del Bambino, recitò questa preghiera: Signore, la tua misericordia è infinita; concedi a me la vita secondo la tua promessa; allora io mi rallegrerò nelle tue promesse, come colui che ha trovato grandi ricchezze. Signore, io aspetto la tua Salvezza e propongo di amare i tuoi comandamenti. Beato colui che tu hai eletto e chiamato a Te! – I presenti rispondevano: Abiterà nei suoi tabernacoli!

San Giuseppe dopo recitò la preghiera prescritta: Benedetto sei tu, Signore Dio nostro, Re di tutta la terra, che ci hai santificato con i tuoi comandamenti e ci hai comandato di osservare la legge della Circoncisione! –

Detto ciò, prese il coltello apposito e fece un piccolo taglio sul corpo del Celeste Bambino. Uscirono le prime gocce di Sangue, preludio dello svenamento del Calvario.

Seguì la preghiera di ringraziamento: Benedetto sei tu, Signore Dio nostro, Re di tutta la terra, che ci hai santificato con i tuoi precetti e ci hai concesso di appartenere all’alleanza del padre nostro Abramo! –

La seconda parte del rito era l’imposizione del nome e spettava anche a San Giuseppe il compierla, come capo della Sacra Famiglia. Prima pregò così Dio nostro e Dio dei padri nostri, conserva questo Bambino ai suoi genitori; ed il suo nome in Israele sia Gesù, figlio di Giuseppe. Possa suo padre rallegrarsi in Lui e la Madre sua esulti nel frutto del suo seno!

Si chiuse la funzione con l’augurio dei presenti: Come è stato introdotto nella alleanza, cosi sia introdotto nello studio della Legge Divina e nell’osservanza delle buone opere.

Nella Circoncisione di Gesù San Giuseppe ebbe tanta parte attiva, perché davanti alla legge egli figurava Padre del Bambino.

Quale onore nell’aver potuto dare il nome al Figlio di Dio! Quantunque fosse stato l’Angelo ad annunziare il nome, tuttavia toccò a San Giuseppe d’imporlo ufficialmente, a voce e per iscritto.

Esempio

Santa Teresa d’Avila, Riformatrice del Carmelo, viaggiava con alcune Consorelle per fondare un monastero; aveva già promesso di dedicare a San Giuseppe la nuova fondazione.

Era in carrozza. In un dato momento i cavalli s’imbizzarrirono; il cocchiere, poco pratico del luogo, sbandava di qua e di là ed inconsciamente si avviava ad un precipizio.

Santa Teresa comprese il pericolo ed esclamò: Care Consorelle, siamo perdute se San Giuseppe non ci verrà in aiuto! Invochiamo la sua assistenza!

Cominciata la preghiera, nel silenzio della campagna si udì una gran voce: Fermate! Prendete l’altra via!

A questa voce i cavalli si ammansirono, il cocchiere cambiò facilmente direzione ed il pericolo fu evitato

Le Consorelle chiesero alla Santa: Quella voce misteriosa donde veniva? E’ stata la nostra salvezza!

Santa Teresa rispose: Volete conoscere chi ci abbia salvato? E’ stato il carissimo nostro padre San Giuseppe. Appena l’abbiamo invocato, è venuto in aiuto!

Fioretto – Sopportare con pazienza le persone moleste.

Giaculatoria – Eterno Padre, per i meriti di San Giuseppe salvate molte anime!

 

Il testo che vi abbiamo proposto è stato tratto da libro Don Giuseppe Tomaselli, San Giuseppe – Mese in suo onore (1962), di proprietà dell’Istituto Teologico “San Tommaso“, Via del Pozzo, 43 – 98121 Messina, al quale il libro può essere chiesto, oppure scrivendo alla mail: dongiuseppetomaselli@gmail.com.

 

* Don Giuseppe Tomaselli, nato a Biancavilla (Catania) il 26 gennaio del 1902 e morto a Messina nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1989, entrò nel 1916 nella Congregazione Salesiana, venne ordinato sacerdote nel 1926 e, lungo il suo ministero, durato quasi 63 anni, fu parroco, insegnante, cappellano presso comunità religiose, esorcista, taumaturgo ed apostolo della buona stampa cattolica. Proprio in quest’ultima veste diffuse ben 10 milioni di copie dei suoi 120 libri, testi che ancora sono molto richiesti e letti.

 

 

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