Se non c’è la vera fede non avvengono miracoli


Gli idoli non danno né vita né salute

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Se non c’è la vera fede, non avvengono miracoli. Elia ed Eliseo furono dei veri profeti e molti sentirono i loro richiami al vero Dio e al vero culto. Stranamente, trovarono fede più grande in gente straniera che non in patria.

Un certo Naaman, generale del re degli Aramei, nemici d’Israele, si ammalò di lebbra: malattia che porta inesorabilmente a morte. Saputo che in Samaria vi era un profeta, partì fiducioso di ottenere la guarigione. Si fece dare una lettera del suo re e prese con sé tanto denaro e doni di valore.

Eliseo, per ordine divino, gli fece fare sette volte il bagno nel Giordano. Egli lo fece e la sua carne divenne rosea come quella di un bambino. Voleva poi ricompensare il profeta, ma questi non accettò nulla, ben sapendo che il merito della guarigione era tutto di Dio e della sua fede.

Naaman allora, prese un po’ di quella terra santa, per portarsela in patria, dicendo: «Ecco, ora so che non c’è Dio su tutta la terra se non in Israele» (2Re 5,15) e solo questi si deve adorare. Gli idoli vani non danno né vita né salute.

A Nazareth Gesù non fece molti miracoli, perché trovò non la fede ma l’ostilità. Nella sinagoga egli proclamò che lo Spirito del Signore era sopra di lui, come profetizzò Isaia a riguardo del Messia; ma i nazareni lo rifiutarono e tentarono di farlo precipitare da un dirupo, perché non si metteva dalla loro parte: cosa che avrebbe fatto di lui un falso profeta.


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