Ecco come i coniugi Nardi hanno ottenuto da S. Giuseppe la conversione di un parente


DALL’8 DICEMBRE 2020 ALL’8 DICEMBRE 2021 SI CELEBRA, COME VOLUTO DA PAPA FRANCESCO, UN ANNO PARTICOLARE DEDICATO A SAN GIUSEPPE, IN OCCASIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DALLA SUA PROCLAMAZIONE A PATRONO DELLA CHIESA CATTOLICA.

PER MEDITARE OGNI GIORNO DI MARZO SUL PADRE PUTATIVO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO INFORMAZIONE CATTOLICA VI OFFRE UNA RIFLESSIONE QUOTIDIANA.

Di don Giuseppe Tomaselli*

Nono giorno

Pater noster – San Giuseppe, prega per noi!

Al Tempio

Narra il Vangelo: Compiuti i giorni della purificazione secondo la legge di Mosé, Maria e Giuseppe portarono il Bambino a Gerusalemme per offrirlo al Signore, come sta scritto nella Legge del Signore: Ogni primogenito deve essere consacrato al Signore! – e per offrire in sacrificio un paio di tortorelle, oppure due colombini (S. Luca, II – 23).
In questa legge ebraica c’erano due prescrizioni: la presentazione del primogenito e la purificazione della donna.
Gesù, primogenita e rimasto sempre unico figlio di Maria, non era tenuto alla presentazione al Tempio, essendo il Santo dei Santi. La Madonna non abbisognava di purificazione come le altre donne, essendo Madre Vergine. Tuttavia Madre e Figlio ubbidirono alla legge. Dopo quaranta giorni dalla nascita Giuseppe, Maria e Gesù andarono a Gerusalemme. Giuseppe avrebbe voluto offrire a Dio qualche agnellino, come ringraziamento della nascita di Gesù, ma, essendo povero, comprò due tortorelle e si provvide di cinque sicli per offrirli al Sacerdote.
Ecco la Sacra Famiglia nel cortile del Tempio di Gerusalemme! La Madonna, confusa fra le altre madri, rimase nell’atrio delle donne, presso la Porta Speciosa del Tempio, in attesa del Sacerdote.
Si avverava così la profezia di Malachia, il quale fu l’ultimo dei Profeti: Verrà nel suo Tempio il Dominatore che voi aspettate e l’Angelo del Testamento che voi desiderate; ecco viene, dice il Signore degli eserciti (Malachia, III – 1).
Comparso sulla porta del Tempio il vecchio Simeone, San Giuseppe offrì le due tortorelle e la moneta prescritta. Nessuno dei presenti conosceva la grandezza della Madonna e del suo Sposo e nessuno immaginava essere quel Bambino l’aspettato Messia. Iddio volle rivelare il segreto al buon Simeone, che, illuminato dallo Spirito Santo, prese il Bambino Gesù tra le braccia ed esclamò: Ora, Signore, lascia andare in pace il tuo servo secondo la tua parola, poiché i miei occhi hanno veduto il tuo Salvatore, che tu hai preparato nel cospetto di tutti i popoli, luce di rivelazione alle genti e, gloria d’Israele, tuo popolo (S. Luca, II – 29).
La Madonna e San Giuseppe gioirono, pensando che Gesù era stato riconosciuto quale Messia; ma subito si rattristarono, udendo una profezia dolorosa: Ecco, Egli (Gesù) è posto a rovina e risurrezione di molti in Israele e come segna di contraddizione; anche a te (Donna) una spada trapasserà l’anima, affinché restino svelati i pensieri di molti cuori (S. Luca, II – 34).
Il vecchio Simeone li benedisse. Quando fu adempiuta ogni cosa prescritta dalla Legge del Signore, Maria e Giuseppe partirono dal Tempio, meditando il significato di quelle parole profetiche, cioè che il cuore della Vergine sarebbe stato trapassato dalla spada del dolore, come Madre del Messia, e che San Giuseppe, in qualità di suo Sposo, avrebbe dovuto condividere tante amarezze. La prima trafittura stava per avvenite, per la ricerca a morte del Bambino Gesù da parte del re Erode.

Esempio

Nel Tempio si onora maggiormente Dio e nel Tempio le anime vengono istruite con la predicazione.
Nella Chiesa di S. Maria del Carmelo, a Genova, il predicatore Padre Paolo Pace tenne un corso di predicazione, in preparazione alla festa di San Giuseppe. Il giorno della festa esortò i fedeli a scrivere le grazie che desideravano e fece chiudere le richieste dentro un cuore votivo.
I coniugi Nardi desideravano la conversione di un parente, che non credeva in Dio. Scrissero il suo nome e lo posero nel cuore votivo, affidandone a San Giuseppe la conversione.
Trascorso un anno, mentre si preparava la festa del Patriarca, quel peccatore, di nome Giuseppe, era cambiato. Sentì il bisogno di confessarsi e di comunicarsi. Dopo più di cinquant’anni di vita pagana, quell’uomo si diede alla pratica della vita cristiana. San Giuseppe gli ottenne la vera conversione.

Fioretto – Mortificare i sentimenti di simpatia e di antipatia.

Giaculatoria – San Giuseppe, assisti chi è in pericolo di peccare!

 

Il testo che vi abbiamo proposto è stato tratto da libro Don Giuseppe Tomaselli, San Giuseppe – Mese in suo onore (1962), di proprietà dell’Istituto Teologico “San Tommaso“, Via del Pozzo, 43 – 98121 Messina, al quale il libro può essere chiesto, oppure scrivendo alla mail: dongiuseppetomaselli@gmail.com.

 

* Don Giuseppe Tomaselli, nato a Biancavilla (Catania) il 26 gennaio del 1902 e morto a Messina nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1989, entrò nel 1916 nella Congregazione Salesiana, venne ordinato sacerdote nel 1926 e, lungo il suo ministero, durato quasi 63 anni, fu parroco, insegnante, cappellano presso comunità religiose, esorcista, taumaturgo ed apostolo della buona stampa cattolica. Proprio in quest’ultima veste diffuse ben 10 milioni di copie dei suoi 120 libri, testi che ancora sono molto richiesti e letti.

 

 

 


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