Shemà. Commento al Vangelo del 12 marzo della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Mc 12, 28-34

venerdì 12 marzo 2021

Oggi la liturgia desidera offrirci l’unico, vero precetto, l’unica verità che possiamo seguire e l’unica realtà che siamo chiamati a desiderare e a realizzare allo stesso tempo ogni giorno, in questa vita: l’amore. Nel testo, Gesù, interrogato su quale fosse il primo tra i comandamenti, cita l’inizio dello Shema‘Jisra’el (Dt 6,4-9), cioè della professione di fede nel Signore Dio che ogni credente ebreo ripete tre volte al giorno: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è uno solo. Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze” (Dt 6,4-5). Si tratta di una preghiera che dà all’ascolto un primato assoluto a Dio, non semplicemente per eseguire i suoi comandi, ma per cercare di rimanere in relazione con Lui. Ecco perché questo ascolto, come è scritto, conduce all’amore: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutte le tue forze. Ma, notiamo un qualcosa di strano nel testo, perché, nostante Gesù avesse risposto alla domanda sul primo comandamento, ne aggiunge subito un secondo, che sembra essere la conseguenza inevitabile all’ascolto di Dio, cioè alla ricerca della relazione. Ora, il comandamento aggiunto come secondo, è anch’esso inserito nella Bibbia, non tra i comandamenti, ma si tratta di un piccolo estratto dal libro del Levitico “Amerai il prossimo tuo come te stesso” (Lv 19,18). Ecco, secondo gli studiosi risulta particolarmente interessante questo abbinamento proposto da Gesù, e sembra solo da Lui, rispetto agli altri maestri giudei del suo tempo, di questi due passi della Torah, cioè di quell’insieme dei Libri che costituiscono la struttura dell’uomo religioso ebreo. Il rapporto così stretto tra i due passi biblici messi insieme da Gesù, proprio per l’unicità riscontrata, ha fatto sì che subito queste parole siano state considerate come la sintesi di tutto l’insegnamento di Gesù. Allora oggi ringraziamo il Signore perché con questo Vangelo ci richiama alla fonte, al senso profondo del nostro essere cristiani, e ci ricorda che essere cristiani non è cercare di ascoltare una voce dall’alto, né sforzarsi di capire una teoria astratta e misteriosa, ma è realizzare una realtà semplice, che letteralmente significa “senza pieghe”, senza ombre, lineare, perfettamente aderente alla realtà. Ecco, l’amore che ci insegna Gesù è talmente tanto aderente a quello che viviamo, che diventa percepibile in modo concreto fino al punto che, come molto spesso è accaduto ai santi, non è possibile distinguere tra amore di Dio e amore del prossimo, perché amare Dio è amare Lui in chi ci sta vicino, in chi ci chiede aiuto, a volte anche senza parlare. E la nostra fede cristiana spesso ci può portare a professare la nostra fede e predicare la novità del Vangelo di Cristo anche nella semplicità di una vita che potremmo dire ordinaria, anche nel silenzio degli onori e dei riconoscimenti ufficiali dei potenti, anche nella piccolezza di un’esistenza che però sempre si sente amata e preziosa perché la riceviamo da Dio e la condividiamo come fratelli e sorelle, in Cristo Gesù. Buona giornata!   

Mc 12, 28-34


In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli domandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio è l’unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Non c’è altro comandamento più grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Maestro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all’infuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l’intelligenza e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogarlo.

 

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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