Oggi pochi amano la verità perché è scomoda!


IV Domenica di Quaresima. Anno B

Di Padre Giuseppe Tagliareni

A causa delle colpe di tutto Israele, Gerusalemme fu data alle fiamme e gli abitanti deportati in esilio. I profeti tennero accesa la speranza. Finalmente, Ciro re dei Persiani suscitato da Dio, conquistò Babilonia e diede libertà agli ebrei, che poterono tornare in patria dopo tanto esilio.

Tutto ciò è simbolo dell’umanità, che redenta da Cristo, può finalmente tornare in patria, il Paradiso, per godere dei beni celesti. Il Figlio dell’uomo dev’essere innalzato, dice Gesù a Nicodemo, venuto a interrogarlo.

Nel deserto Mosè innalzò il serpente su un’ asta e chi lo guardava guariva dal morso dei serpenti. Così chi crede in Cristo innalzato sulla croce, sarà salvato. “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non vada perduto, ma abbia la vita eterna” (Gv 3,16).

“Dio, ricco di misericordia, per il grande amore con il quale ci ha amato, da morti che eravamo per le colpe, ci ha fatto rivivere con Cristo: per grazia siete salvati” (Ef 2,4-5). Guai a chi rifiuta questa grazia!

Chi non crede nell’Unigenito figlio di Dio sarà condannato, perché Egli è evidente come la luce.

C’è qualcuno che nega la luce? Sì, coloro che amano le tenebre, perché le loro opere sono malvagie. Chi invece ama la verità, non ha paura che le sue opere vengano alla luce, perché sono state fatte in Dio.

Oggi pochi amano la verità, poiché è scomoda. Meglio il consenso, no?…


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