“Non si può vietare di ricevere la Comunione sulla lingua tramite protocollo Cei-Governo”


IL DIRITTO LITURGICO UNIVERSALE PREVEDE CHE I FEDELI ABBIANO SEMPRE IL DIRITTO DI RICEVERE LA SANTA COMUNIONE SULLA LINGUA

Di Angelica La Rosa

I singoli vescovi, o le Conferenze episcopali, che vogliono esercitare una potestà legislativa devono farlo nel modo stabilito dal diritto. E il canone 135 § 2 del Codice di Diritto Canonico stabilisce che “da parte del legislatore inferiore non può essere data validamente una legge contraria al diritto superiore”. Visto che il diritto liturgico universale prevede che i fedeli abbiano sempre il diritto di ricevere la santa Comunione sulla lingua, quanto imposto in Italia attraverso un protocollo firmato dal Cardinale Gualtiero Bassetti, d’intesa con il Governo precedente guidato da Giuseppe Conte, nel quale si afferma genericamente che il ministro deve aver “cura di offrire l’ostia senza venire a contatto con le mani dei fedeli”, ma che ha portato alla somministrazione della Santa Comunione solo sulle mani, è una trasgressione del diritto liturgico universale della Chiesa Cattolica o, quanto meno, discutibile dal punto di vista canonistico. Singoli vescovi o Conferenze episcopali non possono modificare autonomamente le norme liturgiche universali approvate per l’intera Chiesa.

“Una situazione eccezionale di tipo “covid” non può giustificare l’abolizione dei diritti basilari. Anche nell’emergenza rimangono principi fondamentali, come il rispetto del diritto e della coscienza. In modo analogo, rimane valida la legge morale anche durante i conflitti armati (cf. CCC 2312). Il divieto ingiusto di dare la Comunione sulla lingua è basato innanzitutto su pregiudizi irrazionali”, ha spiegato alla Nuova Bussola Quotidiana Monsignor Christophe J. Kruijen, sacerdote della diocesi di Metz, alla Congregazione per la Dottrina della Fede dal 2008 al 2016. Per il monsignore, dal punto di vista sanitario, “le mani sono più ‘sporche’ rispetto alla bocca”, e “il rischio sanitario ‘zero’ non esiste. Se rimane una possibilità di infezione con la Comunione in bocca, questo vale anche per la Comunione in mano. Non esiste un consenso scientifico sul fatto di sapere quale sia il modo di amministrare la Comunione più ‘sicuro'”.

Mons. Kruijen ha sottolineato di non conoscere “luoghi in cui la santa Comunione continua ad essere data ai fedeli in bocca da vari mesi, senza che questo abbia provocato particolari problemi di infezione. D’altronde, non sono a conoscenza di testimonianze storiche di infezioni in seguito a questa prassi”.

Quindi i nostri cari vescovi o la nostra cara CEI non avevano e non hanno la possibilità di vietare di ricevere la Comunione sulla lingua. Ricordino anche una gravissima responsabilità spirituale e morale che grava sulla loro coscienza ribadita dal n. 186 dell’Istruzione Redemptionis Sacramentum: “Ogni ministro sacro si interroghi, anche con severità, se ha rispettato i diritti dei fedeli laici”. Imporre la Comunione in mano rappresenta una gravissima violazione della coscienza dei fedeli che si oppongono a questa pratica, per non parlare della dispersione dei frammenti eucaristici, che inevitabilmente si verifica con la somministrazione della Santa Eucaristia sulle mani dei fedeli.

Secondo mons. Kruijen si poteva prevedere la distribuzione della Comunione sulla lingua dopo quella somministrata sulle mani agli altri fedeli. “Questa possibilità è stata offerta recentemente da parte dei vescovi austriaci”.

Peraltro, ha ricordato il monsignore, nella distribuzione dell’Eucaristia sulla lingua, e in ginocchio, “i fedeli sono inginocchiati al momento della Comunione, il che permette di dare il Sacramento in maniera ottimale, cioè limitando al massimo il contatto delle dita del sacerdote con la lingua o le labbra dei fedeli […] Non possiamo assistere passivamente alla soppressione de facto di un uso liturgico millenario, che manifesta eccellentemente la sacralità del mistero eucaristico, favorendone tanto la fede e la devozione. Bisogna pregare, ma occorre anche presentare argomenti e pubblicazioni”.


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NON CONDIVIDO: “Se rimane una possibilità di infezione con la Comunione in bocca, questo vale anche per la Comunione in mano.” La mano che porge l’Eucarestia in bocca raccoglie le goccioline di vapore cariche di virus (drop?) e le avvicina ad altre bocche. La comunione messa sulla mano non ha questo effetto contagioso.

La comunione sulle mani mi da molto fastidio, mi sembra mancare di rispetto verso il Santissimo.
Non ho ancora capito perché i Sacerdoti non hanno fatto niente in questo senso, gridare la verità…
So bene che è un indulto, ma non possono non rispettare che la comunione in bocca è una legge universale. Perché non difenderla cari Sacerdoti avete una grande responsibilita pensateci…..
Meglio obbedire a Dio che a l’ uomo.

Inutile sperticarsi in disamine medico scientifiche a mio parere, dato che il fine del provvedimento non è sanitario ma politico. Lo scopo è quello di demolire passo dopo passo ogni elemento che riconduca rettamente alla sacralità e alla parola di Dio. Triste che i ns sacerdoti abbiano aderito in massa alla nuova pratica, sottraendosi a mio modo di vedere dal loro ruolo ed abdicando al potere temporale dello Stato. In questo solco l’abolizione dello scambio di un segno di pace, sostituito da sguardi fuggevoli dietro museruole…che tristezza!