San Giuseppe è risorto o giace in un sepolcro?


GIUSEPPE DI NAZARETH È ENTRATO IN CIELO IN ANIMA E CORPO?

Di Diego Torre

Se è morto “normalmente” dovremmo probabilmente avere una traccia del suo sepolcro per intuibili ragioni devozionali. Dovremmo avere anche sparse per il mondo reliquie del suo corpo. Ma così non è. Le reliquie vere o presunte di cui siamo in possesso sono anelli, cingoli, bastoni o mantelli.

Il dibattito si trascina da secoli e la Chiesa non ha preso posizione magisteriale. I sostenitori della sua resurrezione si basano sul passo del Vangelo di San Matteo per il quale, alla morte di Cristo, “i sepolcri si aprirono e molti corpi di santi, che erano morti, risuscitarono. Uscendo dai sepolcri, dopo la sua risurrezione, entrarono nella città santa e apparvero a molti” (27, 52-53).

Giovanni XXIII così commenta in una omelia del 26.5.1960: “Come non scorgere in questo inaspettato prodigio il primo apprestamento della processione che dopo quaranta giorni doveva sollevarsi a volo, dall’oliveto per la via luminosa dei cieli e precisamente per accompagnare il trionfante Redentore Divino, nell’atto di prendere anche in forma umana il possesso del regno eterno a cui, Agnello sacrificato per i peccati del mondo, aveva assicurato il diritto sacro e glorioso?”

E non ha dubbi il Papa ad annoverare fra essi “Giuseppe di Nazareth, il suo nutricatore e custode”, entrato così, e non solo lui, ma anche altri “morti dell’Antico Testamento” ,in cielo in anima e corpo; “così piamente noi possiamo credere”. E cita a sostegno l’opinione di San Tommaso d’Aquino.

Ma l’aquinate è in buona compagnia. Con lui è Ignazio d’Antiochia, Origene, Eusebio, Ambrogio, Girolamo, Beda, Caietano, Soto …. Altri, pur autorevoli padri come Agostino e Gregorio Magno,  ritengono trattarsi di resurrezioni simili a quelle che Gesù operò in vita senza ingressi nella vita eterna.

In ambito teologico la prima posizione sembra prevalente. Quei corpi di santi risuscitati apparvero a molti sul modello di Gesù nel cenacolo. Non sembrano fantasmi o zombi. E se Dio ha voluto esaltare dei santi, oltre a Maria, alla gloria anticipata del corpo, tra questi il primo è Giuseppe, la cui dignità e missione sono seconde solo a quelle di Maria.

Altre considerazioni a sostegno della tesi: colui che in terra si beò del contatto con il Figlio di Dio in corpo e anima, oggi in cielo avrebbe un contatto solo spirituale? Una felicità minore? L’unione che la sacra famiglia visse in terra, in cielo sarebbe di un grado minore? Gesù che amò i suoi genitori, anche umanamente  in misura perfetta, avrebbe preservato dalla corruzione del sepolcro la Madre e non il Padre, che pur aveva alimentato e difeso il corpo del Redentore?

E’ pacifico che Dio ha rivelato alcune verità in modo implicito, lasciando alla Chiesa il compito di estrarle dal deposito della fede. Questo lascia il dibattito aperto. Noi però “Possiamo credere, per devozione e non per temeraria sicurezza, che Gesù ornò il suo padre putativocon il privilegio che accordò alla sua Santissima Madre; di modo che  come Ella fu assunta in cielo in corpo ed anima, così anche nel giorno della resurrezione, il Signore Gesù abbia resuscitato con sé il Santissimo Giuseppe”. Così scrive S. Bernardino da Siena .

Eccessivo il confronto fra Maria e Giuseppe? Pio XII nel definire il dogma dell’Assunzione della Beata Vergine Maria al cielo in anima e corpo, con la Costituzione apostolica Munificentissimus Deus del 1950, non usa mai espressioni  di privilegio esclusivo. Poteva farlo, come nell’enciclica Fulgens corona  del 1953, trattando dell’Immacolata Concezione di Maria, dove scrive di “singolarissimo privilegio, a nessuno mai concesso”. Ma non lo fece.

 


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