Quei figli di generazioni che hanno “ucciso” la figura del padre


ALLA “NATURALE” RIVOLTA CONTRO IL GENITORE E LA FAMIGLIA, ISTITUZIONE “BORGHESE” PER COME INSEGNA MARX, NON POTEVA CHE SEGUIRE IL CROLLO DI OGNI VALORE DI RIFERIMENTO DI UNA SOCIETÀ CHE PER ALCUNI TRATTI ERA ANCORA CRISTIANA…

Di Diego Torre

In questi giorni INFORMAZIONE CATTOLICA ha scritto molto su San Giuseppe e di Lui non si è detto ancora abbastanza.

Il “ritardo” con cui la Chiesa si ne è occupata, approfondendone la conoscenza, viene in parte colmato soltanto negli ultimi secoli e recentemente è arrivata anche Patris Corde, che sin dal titolo evidenzia l’aspetto paterno del Patriarca.

Ma il sensus fidei del popolo di Dio, “una sorta di «fiuto» con il quale il credente aderisce spontaneamente a ciò che è conforme alla verità della fede” (Commissione Teologica Internazionale, Il sensus fidei nella vita della Chiesa, 2014) in crescendo nei secoli, ha apprezzato e amato non solo la figura del santo, ma anche le sue virtù.

Lo Spirito Santo, che guida la Chiesa, vuole forse sopperire, con quest’anno “giuseppino”, ad una grave errore del nostro tempo: la morte della figura paterna; o almeno il suo pensionamento.

Il sessantotto nel suo, in parte riuscito, sforzo di demolizione ad ogni superiore riferimento ed alla stessa legge naturale, ha aggredito ogni principio di autorità: la Chiesa, lo Stato, la famiglia, soprattutto la figura del padre.

L’odio diabolico verso Dio, che dilaga nel nostro mondo, non può che scagliarsi contro tutto ciò che più o meno visibilmente Lo ricorda, la figura paterna per prima. E così, alla “naturale” rivolta contro il genitore e la famiglia, istituzione “borghese” per come insegna Marx, non poteva che seguire il crollo di ogni valore di riferimento di una società che per alcuni tratti era ancora cristiana.

Ai figli senza padri perché spariti o evanescenti, o nati in provetta, o figli di due omosessuali, o viventi in famiglie “allargate”, o che hanno il padre per ”amico”, qualcosa di essenziale sicuramente manca. Ciò spiega tante insicurezze, tante fragilità, tante follie commesse dagli adolescenti (e non solo), figli di generazioni che hanno “ucciso” la figura del padre e non sanno di conseguenza incarnarne il ruolo.

Recita la Patris Corde: «Nella società del nostro tempo, spesso i figli sembrano essere orfani di padre. Anche la Chiesa di oggi ha bisogno di padri. È sempre attuale l’ammonizione rivolta da San Paolo ai Corinzi: “Potreste avere anche diecimila pedagoghi in Cristo, ma non certo molti padri” (1 Cor 4,15); e ogni sacerdote o vescovo dovrebbe poter aggiungere come l’Apostolo: “Sono io che vi ho generato in Cristo Gesù mediante il Vangelo” . Sì, perché anche nella Chiesa mancano i padri, ovvero pastori che abbiano cuore di padre e che siano percepiti come tali dai fedeli.

E chi meglio di San Giuseppe incarna ed indica il modello a cui ispirarsi? Innanzitutto l’obbedienza assoluta alla volontà divina che va cercata e trovata, anche con fatica, pronti ad abbandonare ogni personale convinzione, consci della  propria limitatezza, in vista del bene più alto. Poi un amore generoso fino al sacrificio; tenero e forte allo stesso tempo, che ispiri fiducia filiale nell’amato.

Poste tali premesse, bisogna che vi sia poi una disposizione risoluta alle scelte e all’azione, con coraggio, audacia,  fantasia e tutto il sudore necessario. E questo lasciando al figlio la libertà necessaria alla sua crescita, stando nell’ombra (ma presente e vigile),senza eccessi di protagonismo, donandosi senza attesa terrena di ricompensa. Tutto ciò Giuseppe fece con Gesù; è la sintesi dei 7 punti di Patris Corde; le giuste indicazioni per chiunque “si assume la responsabilità della vita di un altro,[ed] in un certo senso esercita la paternità nei suoi confronti.” Padri, sacerdoti, educatori, politici, imprenditori; ovvero tutti coloro che esercitano l’autorità, ricordando che “non c’è autorità se non da Dio; e le autorità che esistono sono istituite da Dio”(Rm 13,1).

Guai a chi fa un cattivo uso di tale responsabilità e delle relative grazie che Dio gli ha mandato per adempirla! Che si guardi e si invochi San Giuseppe, nella famiglia, nella società e nella Chiesa: ed alla morte del padre seguirà la sua resurrezione e l’avvento di una nuova cristianità. Tutto ciò è conforme all’ordine naturale e a quello sovrannaturale, ed in tali conformità stanno le premesse del suo avverarsi.

 


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