Il gioco d’azzardo blocca la vita: il No della DSC alla “cultura Jackpot”


GIOCHI D’AZZARDO, CASINÒ E SCOMMESSE, NELL’ATTUALE CRISI ETICA, HANNO PEGGIORATO IL LORO CARATTERE DI MEZZI MORALMENTE INACCETTABILI DI SVAGO, TANTO PIÙ PERCHE’ PROMOSSI DA PUBBLICITÀ INGANNEVOLI E, OLTRETUTTO, “COMMISSIONATI” DALLO STATO. LA “CULTURA JACKPOT” SI OPPONE ALL’ETICA DELLA RESPONSABILITÀ ED ALIENA LA PERSONA E LA FAMIGLIA PRIVANDOLE DI CIÒ CHE È LORO NECESSARIO PER VIVERE (CFR. CATECHISMO DELLA CHIESA CATTOLICA, N. 2413). I DANNI SOCIALI CAUSATI AFFLIGGONO SOPRATTUTTO GLI STRATI PIÙ EMARGINATI E POVERI DELLA POPOLAZIONE, COINVOLTI NEL VIZIO DEL GIOCO E QUINDI POCO PROPENSI A CERCARE UN PROPRIO RISCATTO SOCIALE ATTRAVERSO IL LAVORO

Di Giuseppe Brienza*

Il gioco d’azzardo è una delle principali emergenze sociali del nostro Paese. Il fallimento di una ditta, un licenziamento, una separazione familiare, un suicidio, infatti, seguono spesso all’esasperazione di una o più dipendenze patologiche, in primo luogo da droghe, alcol, pornografia e dal gioco d’azzardo. Questi quattro vizi costituiscono, lo possono testimoniare tante famiglie, parroci e centri di ascolto, sicure vie verso la disperazione e la povertà quasi improvvisa.

 La classe politica, tanto più durante questa “infinita” crisi sociale, sanitaria ed economica, dovrebbe aggiungere ai gravi problemi che necessitano di urgenti rimedi anche quello delle dipendenze che affliggono il nostro popolo.

Si dice che la “pandemia” avrebbe “smorzato” la tendenza al diffondersi del gioco d’azzardo. Sicuramente questo è vero per quanto riguarda le “sale giochi”, chiuse come gli altri esercizi. Ma a parte il fatto che il gioco e la relativa dipendenza mi sembra abbia abbondantemente prosperato online, rimane da considerare, nella prospettiva della “ripartenza” dell’economia e della società che, stando agli ultimi dati risalenti al 2019, in Italia sono stati spesi oltre 110,5 miliardi di euro nel gioco d’azzardo. Ecco perché ad avviso di chi scrive la Dottrina sociale della Chiesa dovrebbe spingere oggi ad una vera e propria “guerra” al gioco d’azzardo. In primo luogo perché costituisce un settore di riciclaggio ed attività della criminalità organizzata ma, allo stesso tempo, perché costituisce una vera e propria piaga per le persone più deboli e vulnerabili e per migliaia di famiglie italiane.

Dicendo questo non si vuole certo affermare che qualsiasi modalità di gioco moderato, che implichi cioè un “rischio calcolato”, come accade per esempio nel gioco familiare od amicale delle carte, nelle scommesse regolate, nell’estrazione del lotto, bingo ecc.,si configuri in sé un comportamento contrario alla morale o alla giustizia. I vari giochi, infatti, come spiega il Catechismo della Chiesa Cattolica, «diventano moralmente inaccettabili allorché privano la persona di ciò che le è necessario per far fronte ai bisogni propri e altrui. La passione del gioco rischia di diventare una grave schiavitù. Truccare le scommesse o barare nei giochi costituisce una mancanza grave, a meno che il danno causato sia tanto lieve da non poter essere ragionevolmente considerato significativo da parte di chi lo subisce» (n. 2413).

Vogliamo provare a “buttare in politica” questi principi?

In primo luogo, direi che nel contesto richiamato dal Catechismo risulterebbe inammissibile la pratica totalmente liberalizzata e, quindi, il fiorire indisturbato di siti e canali che promuovono il gioco d’azzardo, soprattutto nei confronti dei minori.

Ma in chiave preventiva, invece di parlare di gender o altre stupidaggini, occorrerebbe educare, nelle scuole ma non solo, contro le ludopatie. Patologie per le quali maggiore attenzione ed investimenti da parte dei servizi sociali e di quelle strutture private o pubbliche come i Servizi per le dipendenze (Serd) sarebbero davvero auspicabili, soprattutto per offrire supporto psicologico e consulenza per i giocatori o i loro familiari.

Non si muore solo di Covid-19 e, ricordiamolo, il disturbo da gioco d’azzardo patologico è riconosciuto come tale dall’Organizzazione mondiale della sanità.

* Vedi qui il canale YouTube curato dall’autore dell’articolo
Temi di Dottrina sociale della Chiesa


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