Anche oggi il veleno di Satana paralizza e impedisce il cammino cristiano


È dannosa la mormorazione verso Dio e i suoi rappresentanti

Di Padre Giuseppe Tagliareni

Per ordine di Dio, Mosè aveva fatto uscire il popolo ebraico dall’Egitto, con prodigi mai visti come la morte dei primogeniti egiziani, il passaggio del Mar Rosso, la manna come cibo straordinario per superare il deserto.

Ma ogni difficoltà diventava motivo di scontento e mormorazione contro Mosè e implicitamente contro Dio. A punizione e correzione il Signore mandò dei serpenti velenosi a morderli e molti di loro morirono.

Allora pregarono Mosè d’intercedere per loro, perché fossero liberati da quel flagello. Dio rispose: “Fatti un serpente e mettilo sopra un’asta; chiunque sarà stato morso e lo guarderà, resterà in vita” (Num 21,8). E così avveniva.

Il fatto rivela quanto sia dannosa la mormorazione verso Dio e i suoi rappresentanti: è mortale, per ché inocula la sfiducia verso il capo, già autenticato e verso il cammino da fare e la meta da raggiungere.

D’altra parte, il serpente di bronzo posto sull’asta preannunzia Cristo crocifisso: la fede in lui è il vero antidoto verso il veleno di Satana, che paralizza e impedisce il cammino.

I Farisei, attaccati alla loro setta, non credettero in Gesù. Come prova della sua divinità Egli offrì la sua crocifissione: fu innalzato per compiere la volontà del Padre e dare la vita agli uomini. Ma essi non credettero e preferirono morire nel loro peccato: l’incredulità.

Così oggi tanti: registi, attori, scienziati, ricchi epuloni, uomini di cultura…

L’ira di Dio incombe su di loro.


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