Come si manifesta S. Giuseppe per aiutare a vincere le tentazioni contro la purezza


DALL’8 DICEMBRE 2020 ALL’8 DICEMBRE 2021 SI CELEBRA, COME VOLUTO DA PAPA FRANCESCO, UN ANNO PARTICOLARE DEDICATO A SAN GIUSEPPE, IN OCCASIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DALLA SUA PROCLAMAZIONE A PATRONO DELLA CHIESA CATTOLICA.

PER MEDITARE OGNI GIORNO DI MARZO SUL PADRE PUTATIVO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO INFORMAZIONE CATTOLICA VI OFFRE UNA RIFLESSIONE QUOTIDIANA.

Di don Giuseppe Tomaselli*

 

Ventiquattresimo giorno

Pater noster – San Giuseppe, prega per noi!

Il Giglio

I Santi per lo più sono raffigurati nei quadri con qualche simbolo particolare, che denota la caratteristica della loro santità. San Francesco Saverio, apostolo delle Indie, è raffigurato tra i pagani; San Giovanni Bosco, apostolo della gioventù, tra i giovanetti; San Francesco di Sales, grande scrittore sacro, è rappresentato con una penna in mano; San Tommaso D’Aquino con il sole raggiante sul petto, simbolo della sua eccezionale scienza teologica.

San Giuseppe è raffigurato come membro della Sacra Famiglia e come operaio. Però le principali immagini lo rappresentano con un bastone in mano, alla sommità del quale sta un bel giglio. Altre volte tiene in mano un ramoscello con tre gigli, ovvero tiene in braccio Gesù Bambino che gli presenta un giglio. Questo fiore rappresenta la virtù della purezza.

Tutti gli artisti del pennello e dello scalpello vanno a gara a mettere in evidenza la purezza verginale del Santo.
Giglio ed Agnello senza macchia è Gesù; giglio purissimo è Maria Vergine; giglio profumato è anche San Giuseppe.
Se lo Spirito Santo fu così generoso dei suoi doni col nostro Patriarca, si deve anche al fatto che Egli fu un Angelo di purezza.

Il corpo umano è Tempio dello Spirito Santo. Il corpo di San Giuseppe fu e doveva essere il più puro dei corpi umani, dovendo convivere con la Vergine e ne consegue che per la sua verginale purezza fu sempre il Tempio graditissimo dello Spirito Santo. Nelle invocazioni liturgiche è chiamato « Castissimo Sposo di Maria ». Onorare un Santo significa imitarne le virtù. I devoti di San Giuseppe devono custodire con ogni cura il giglio della purezza. E’ devozione vana il rivolgersi al Santo Patriarca per avere grazie, mentre nel cuore regna il demonio dell’impurità. Amiamo, apprezziamo, custodiamo e difendiamo la purezza, in noi e negli altri.

Per mezzo di questa virtù noi portiamo il massimo rispetto al nostro corpo ed al corpo altrui e teniamo a freno la mente, evitando i cattivi pensieri ed i cattivi desideri; inoltre custodiamo gli occhi per non insudiciarli di fango morale; dominiamo la lingua per non contaminarla con parole, frasi o discorsi indecenti; custodiamo l’udito, evitando la compagnia degli sboccati; teniamo a freno gli effetti del cuore, perché un affetto illecito non mortificato potrebbe trascinare nell’abisso dell’immoralità.

Ogni anima osservi la purezza secondo il proprio stato, perché c’è la purezza verginale e quella matrimoniale.
Molte grazie si chiedono a San Giuseppe, ma per lo più esse sono temporali. Sono rari coloro che chiedono grazie spirituali.

Si consiglia di raccomandarsi a San Giuseppe quando insorgono le tentazioni impure, invocandolo così: San Giuseppe, terrore dei demoni, assistimi, difendimi, rafforzami!

Chi è debole nella purezza o è bersaglio di forti tentazioni, faccia qualche settenario o triduo in onore di San Giuseppe e presto ne vedrà i frutti.

Esempio

Un tale nella notte fu assalito da terribili tentazioni contro la purezza. Con l’assistenza divina riportò vittoria.
L’indomani, mentre andava a sbrigare un affare, gli andò incontro un vecchietto dall’aspetto mite, che gli disse: – Nella lotta che lei sostenne questa notte con il demonio impuro, perché non fece ricorso a San Giuseppe per avere un aiuto più pronto? –
La pia persona, meravigliata che fosse nota ad altri la sua lotta notturna, si disponeva a rispondere, quando si avvide che quel vecchietto era scomparso.
Allora si convinse che quegli non poteva essere altro che San Giuseppe, il quale si era degnato di manifestargli quanto gradisse di essere invocato nelle tentazioni contro la purezza, virtù a lui cara.

Fioretto – Custodire gli occhi, per non offendere la santa modestia.

Giaculatoria – San Giuseppe, custodisci la purezza del mio corpo, della mia mente e del mio cuore!

 

Il testo che vi abbiamo proposto è stato tratto da libro Don Giuseppe Tomaselli, San Giuseppe – Mese in suo onore (1962), di proprietà dell’Istituto Teologico “San Tommaso“, Via del Pozzo, 43 – 98121 Messina, al quale il libro può essere chiesto, oppure scrivendo alla mail: dongiuseppetomaselli@gmail.com.

 

* Don Giuseppe Tomaselli, nato a Biancavilla (Catania) il 26 gennaio del 1902 e morto a Messina nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1989, entrò nel 1916 nella Congregazione Salesiana, venne ordinato sacerdote nel 1926 e, lungo il suo ministero, durato quasi 63 anni, fu parroco, insegnante, cappellano presso comunità religiose, esorcista, taumaturgo ed apostolo della buona stampa cattolica. Proprio in quest’ultima veste diffuse ben 10 milioni di copie dei suoi 120 libri, testi che ancora sono molto richiesti e letti.

 

 

 

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments