L’arcivescovo Jedraszewski sul “Great reset”: come possiamo parlare di un nuovo mondo senza Dio?


COME POSSIAMO PARLARE DI UN NUOVO UOMO E DI UN NUOVO MONDO, SENZA DIO?

Di Angelica La Rosa

Durante una recente omelia tenuta presso la chiesa di Nostra Signora del Perpetuo Soccorso a Cracovia, l’arcivescovo metropolita della città polacca monsignor Marek Jedraszewski ha criticato i piani del World Economic Forum di trasformare il mondo, dopo le emergenze pandemiche imposte dal Covid-19, attraverso quella modalità che viene chiamata “Great Reset”.

L’arcivescovo ha menzionato anche un libro del fondatore del World Economic Forum, Klaus Schwab, intitolato “Covid19 – The Great Reset” e l’incontro del WEF a Davos nel giugno dello scorso anno, in cui la visione di Schwab è stata adottata come piano per un ulteriore “sviluppo” del pianeta.

L’arcivescovo Jedraszewski ha affermato che uno dei capitoli del libro di Schwab è intitolato “Redefining Our Humanity” e tratta del transumanesimo, cioè la connessione corporea e biologica integrale dell’uomo con le macchine, che viene interpretata nel libro come la fase successiva dell’evoluzione.

Secondo Schwab, una tale persona “resettata” dovrebbe mostrare maggiore empatia, impegno per questioni sociali ed economiche (come clima, battaglie Lgbt o BLM, immigrati, ecc.), rinuncia a se stessi e ai propri bisogni per costruire un mondo migliore.

Per i polacchi, ha rilevato l’arcivescovo, niente di nuovo sotto il sole, “sono le frasi classiche social-comuniste sulla costruzione di un domani luminoso che ascoltiamo da decenni”.

Il metropolita pone una domanda fondamentale relativamente al contesto economico del Great Reset: “Dov’è il posto di Dio? Come possiamo parlare di un nuovo uomo e di un nuovo mondo, indipendentemente da Dio?”

Monsignor Jedraszewski ha citato l’interpretazione del Grande Reset dello storico cattolico polacco prof. Grzegorz Kucharczyk, che ha affermato che i globalisti stanno usando la pandemia di coronavirus per mettere in discussione le basi e le conquiste della civiltà cristiana. Ha anche menzionato le osservazioni del cardinale Gerhard Müller, ex prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, che ha sottolineato la natura utopico-ateistica del Grande Reset e ha aggiunto che ricorda un “terrificante esperimento di comunismo e bolscevismo sul persone”.

L’arcivescovo Jedraszewski ha affermato che un “Great reset” può essere solo un ritorno a Cristo: “È solo Cristo che può fare un grande ripristino, un grande rinnovamento e un nuovo ordine delle nostre vite”.


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