Shemà. Commento al Vangelo del 27 marzo della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO:  Gv 11, 45-56

sabato 27 marzo 2021

Il testo del Vangelo di oggi, come quello di ieri è tratto dal Vangelo secondo Giovanni e, come quello di ieri, ci comunica la situazione di incertezza e la tensione che si riscontra intorno a  Gesù. In questo testo però lo stato di confusione che si genera viene attribuito a un evento specifico, avvenuto poco prima dell’ultima Pasqua di Gesù: la risurrezione di Lazzaro. Di fronte alla risurrezione di Lazzaro diverse sono le reazioni descritte: c’è chi crede, chi si interroga e chi, invece, ha paura, come Caifa, che preferisce condannare a morte un innocente per paura dei molti segni compiuti dal Rabbi della Galilea. È interessante allora questa reazione del sommo sacerdote:  è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera. Ma ciò che risulta ancora più interessante è il commento dell’evangelista in riferimento a questa frase proferita dal sommo sacerdote Caifa, che l’evangelista non teme a identificare con una profezia: Ecco, Giovanni afferma: profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. L’evangelista ci offre una  chiave di lettura che ci fa riflettere, non solo sulla salvezza che, anche se non era percepibile in quel momento, in realtà doveva manifestarsi attraverso la condanna a morte di Gesù, ma ci offre un nuovo modo di leggere la realtà. Anche noi, infatti, nella nostra vita quotidiana, infatti, spesso siamo messi di fronte a scelte e non sempre è facile capire cosa è meglio per noi. Ecco, oggi il Vangelo ci annuncia che in realtà, quando ci chiediamo cosa fare, è necessario ricordarci che Dio è sempre nelle nostre scelte, se lo desideriamo. Se infatti pensiamo al fatto che perfino la decisione della condanna a morte di Gesù da parte del sommo sacerdote è stata un’opportunità per il Signore di venire a cercarci per salvarci, per riunirci in Lui, allora non possiamo avere paura, come Caifa, dei segni che il Signore ci manda. La salvezza ci viene dalla condanna a morte di Gesù, dalla condanna che Lui ha preso su di sé per noi, per insegnarci a vivere in pienezza questa vita. Allora accogliamo anche oggi l’annuncio di questo Vangelo, che è per noi annuncio di vita e ci porta ad accogliere sempre di più, e sempre meglio, la Pasqua del Signore, la sua passione, morte e risurrezione per noi.  Buona giornata! 

Gv 11, 45-56


In quel tempo, molti dei Giudei che erano venuti da Maria, alla vista di ciò che Gesù aveva compiuto, [ossia la risurrezione di Làzzaro,] credettero in lui. Ma alcuni di loro andarono dai farisei e riferirono loro quello che Gesù aveva fatto. Allora i capi dei sacerdoti e i farisei riunirono il sinèdrio e dissero: «Che cosa facciamo? Quest’uomo compie molti segni. Se lo lasciamo continuare così, tutti crederanno in lui, verranno i Romani e distruggeranno il nostro tempio e la nostra nazione». Ma uno di loro, Caifa, che era sommo sacerdote quell’anno, disse loro: «Voi non capite nulla! Non vi rendete conto che è conveniente per voi che un solo uomo muoia per il popolo, e non vada in rovina la nazione intera!». Questo però non lo disse da se stesso, ma, essendo sommo sacerdote quell’anno, profetizzò che Gesù doveva morire per la nazione; e non soltanto per la nazione, ma anche per riunire insieme i figli di Dio che erano dispersi. Da quel giorno dunque decisero di ucciderlo. Gesù dunque non andava più in pubblico tra i Giudei, ma da lì si ritirò nella regione vicina al deserto, in una città chiamata Èfraim, dove rimase con i discepoli. Era vicina la Pasqua dei Giudei e molti dalla regione salirono a Gerusalemme prima della Pasqua per purificarsi. Essi cercavano Gesù e, stando nel tempio, dicevano tra loro: «Che ve ne pare? Non verrà alla festa?».

 

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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