Matteo Salvini (Lega): “il diritto naturale non può essere tolto dall’agenda politica”


IL SEGRETARIO  FEDERALE DELLA LEGA: “I DATI DEMOGRAFICI PREOCCUPANO”

Di Angelica La Rosa

“L’assegno unico è solo il primo passo verso una riforma fiscale a misura di famiglia. Intanto due buone notizie: ci sarà la clausola di salvaguardia, cioè le famiglie non potranno prendere meno di quel che prendono oggi; i genitori separati con affido condiviso, a meno di diverso accordo, avranno l’assegno al 50% ciascuno, come è giusto che sia”.

Così ha commentato una lettera al quotidiano Avvenire di Matteo Salvini il senatore della Lega Simone Pillon.

“Quando saremo al governo col centrodestra, metteremo a regime la riforma delle riforme: quoziente familiare, fattore famiglia, flat tax: chiamatela come volete, ma non si possono tassare i redditi che la famiglia deve impiegare per crescere i figli, per aiutare i familiari con disabilità, per prendersi cura degli anziani. La Lega ha le idee molto chiare”, ha spiegato Pillon.

A seguire la lettera integrale inviata da Salvini e pubblicata su Avvenire del 28 marzo 2021.

Caro direttore, la settimana prossima il Senato darà il via libera definitivo all’assegno unico di cui ha parlato anche il presidente del Consiglio Mario Draghi. È una risposta concreta per aiutare chi fa figli. La Lega tocca il tasto da tempo, tanto da averlo ricordato personalmente pochi giorni fa intervenendo in Parlamento. Sono felice di sottolineare l’introduzione di un principio sacrosanto: l’assegno sarà più pesante in caso di bambini con disabilità, tema a noi molto caro tanto da aver chiesto e ottenuto il ripristino di un ministero ad hoc ora affidato a Erika Stefani. Come il suo giornale non smette di ricordare, i dati demografici preoccupano: 400mila nascite (calo del 21,6%) e oltre 700mila decessi. Sono cifre drammatiche che impongono alla politica una seria riflessione per immaginare la nostra Italia tra qualche decennio e discutere le ricette per invertire fin da subito la tendenza. L’assegno unico è un passo concreto, anche per sforbiciare la giungla di bonus e deduzioni varie, ma è necessario confermare la clausola proposta dalla Lega per garantire che nessuna famiglia riceva cifre inferiori rispetto a oggi. Lo specifico, direttore, sia perché ‘Avvenire’ si è interrogato anche ieri sul reale peso dell’assegno, sia perché il presidente dell’Istat aveva lanciato l’allarme segnalando che il 30% delle famiglie potrebbe rischiare un taglio. La Lega pensa che l’assegno sia un passo importante ma non ancora risolutivo. L’obiettivo finale è quello del quoziente familiare e più in generale la ‘flat tax’, una tassa piatta che terrebbe conto dei carichi familiari per individuare alcune ‘no tax area’. Pagare meno per pagare tutti, abbassando quel 60% di tassazione reale per chi oggi lavora in proprio, dichiara e paga tutto. L’obiettivo è togliere dall’imponibile una cifra proporzionale al numero dei bimbi, affinché le famiglie la investano per la crescita dei figli: è un preciso diritto e dovere dei genitori, come ci ricorda l’articolo 30 della Carta. La Lega non vuole uno strumento puramente assistenziale. Pensiamo sia necessaria una politica strutturale all’interno di una profonda riforma fiscale: intendiamo realizzarla quando torneremo al governo con una chiara maggioranza politica di centrodestra. In altre parole, va proposta con forza una nuova visione, capace di identificare la famiglia come attore della sua ‘azione socioculturale’ in materia genitoriale, anziché condannarla a essere solo una categoria da assistere, come troppo spesso viene teorizzato nel welfare cosiddetto progressista. Va tutelato, direttore, il diritto ad avere figli e a dare loro dignità di vita. Parliamo di un diritto naturale che non può essere tolto dall’agenda politica: è fondamentale per la sopravvivenza della società e per l’equilibrio economico. Non a caso, negli ultimi mesi, quasi tutti i Paesi dell’Unione Europea hanno introdotto misure per sostenere ancora di più le famiglie, con particolare riferimento all’emergenza da Covid-19


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Non credo più a Matteo Salvini.
Alle prossime elezioni voterò il nascente partito “Ancora Italia per la Sovranità Democratica”.
Salvini si è messo a servizio del mondialista Draghi.