L’ultima follia: blocchi interni imposti in nome della religione di Wuhan, ma all’estero si può viaggiare!


UN POPOLO RECLUSO E INTERI SETTORI RIDOTTI SCIENTIFICAMENTE ALLA FAME, MA CHI PUÒ VIAGGIA CON I PROVENTI DEL TURISMO DIROTTATI ALL’ESTERO

Di Lorenzo Capellini Mion

Non appena il governo ha dato il via libera aggiungendo le Baleari alle zone “sicure” migliaia di turisti tedeschi, beati loro, vi si stanno riversando per qualche giorno di fuga dagli arresti domiciliari. Centinaia di voli riempiti in poche ore tanto da indurre le compagnie aeree ad ampliare l’offerta.

Una boccata d’ossigeno per il comparto turistico spagnolo, anche nella Capitale dove è ripresa la vita e ora meta di molti francesi costretti a subire quasi quanto noi. Ovviamente in Germania infuriano le polemiche per i blocchi interni imposti in nome della religione di Wuhan e a proposito di nuovi riti ho appena letto che in Inghilterra saranno sì più liberi ma non potranno abbracciarsi, all’aperto.

Ma veniamo a noi. In Italia come sappiamo non è consentito muoversi tra le regioni fino al 30 aprile, se non per motivi di lavoro, salute e necessità. Ulteriori limitazioni sono previste per le zone arancione dove non si può uscire dal proprio Comune di residenza, e per chi è in zona rossa dove tecnicamente non si potrebbe uscire dalla propria abitazione

Si può però viaggiare per turismo, all’estero. E specificatamente in Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca (incluse Isole Fær Øer e Groenlandia), Estonia, Finlandia, Francia, (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ma esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo), Germania, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo), Polonia, Portogallo (incluse Azzorre e Madeira), Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna (inclusi territori nel continente africano), Svezia, Ungheria, Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Andorra, Principato di Monaco. E pure in Australia, Nuova Zelanda, Repubblica di Corea, Ruanda, Singapore e Tailandia.

In alcuni casi al ritorno in Italia è obbligatorio sottoporsi al tampone, come per chi rientra dall’Austria, dal Regno Unito e dagli Stati Uniti, Paesi al ritorno dai quali è prevista una quarantena “fiduciaria”.

Un popolo recluso e interi settori ridotti scientificamente alla fame, ma chi può viaggia con i proventi del turismo dirottati all’estero.

Trovo clamoroso che non si batta ciglio di fronte al fatto che per non essere soggetti ad alcuna restrizione basti essere un parlamentare a prescindere dal motivo di spostamento pure verso Paesi esclusi da ogni lista. Come il Bahrein. E il complottista sarei io…

 


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments