I devoti di San Giuseppe conoscano le principali preghiere a Lui dedicate!


DALL’8 DICEMBRE 2020 ALL’8 DICEMBRE 2021 SI CELEBRA, COME VOLUTO DA PAPA FRANCESCO, UN ANNO PARTICOLARE DEDICATO A SAN GIUSEPPE, IN OCCASIONE DEL 150° ANNIVERSARIO DALLA SUA PROCLAMAZIONE A PATRONO DELLA CHIESA CATTOLICA.

PER MEDITARE OGNI GIORNO DI MARZO SUL PADRE PUTATIVO DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO INFORMAZIONE CATTOLICA VI OFFRE UNA RIFLESSIONE QUOTIDIANA.

Di don Giuseppe Tomaselli*

 

Trentunesimo e ultimo giorno

Pater noster – San Giuseppe, prega per noi!

 

Orazioni particolari

Ogni preghiera rivolta ai Santi è buona. Ci sono preghiere private, che sgorgano dal cuore e che ogni anima può formulare secondo la propria devozione. Ci sono però delle preghiere raccomandabili a tutti e sono quelle liturgiche, cioè quelle che la Chiesa fa sue. Per San Giuseppe la Chiesa ha formulato delle orazioni particolari, arricchendole d’indulgenze. E’ bene che i devoti del Santo Patriarca conoscano le principali per recitarle con una certa frequenza.

1° Le Litanie di San Giuseppe.
Sono un intreccio di lodi e di suppliche. Si recitino in modo particolare al 19 di ogni mese.

2° «A te, beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo…». Questa preghiera si recita specialmente nel mese di Ottobre a chiusura del Rosario. La Chiesa esorta a recitarla pubblicamente davanti al Santissimo Sacramento esposto.

3° «I sette dolori e le sette allegrezze» di San Giuseppe. Questa recita è assai utile, perché richiama alla mente i momenti più importanti della vita del nostro Santo.

4° «L’Atto di Consacrazione». Questa preghiera può recitarsi quando si consacra la famiglia a San Giuseppe ed a chiusura del mese a lui consacrato.

5° C’è una preghiera, di cui l’autore di queste pagine raccomanda la recita. E’ del seguente tenore San Giuseppe, nome soave, nome amoroso, nome potente, delizia degli Angeli, terrore dell’inferno, onore dei giusti! Purificatemi, fortificatemi, santificatemi! San Giuseppe, nome dolcissimo, siate il mio grido di guerra, il mio grido di speranza, il mio grido di vittoria! A voi mi affido in vita ed in morte. San Giuseppe, pregate per me!

6° «La preghiera per la buona morte». Poiché San Giuseppe è il Patrono degli agonizzanti, recitiamo spesso quest’orazione, per noi e per i nostri cari. Le preghiere che i fedeli rivolgono a San Giuseppe, dimostrano quale posto d’onore abbia nella Cattolicità il Padre Putativo di Gesù.
Si legge nella Sacra Scrittura: L’uomo fedele sarà molto lodato e chi è il custode del suo Signore sarà glorificato. (Prov. XXVIII – 20).

Queste parole del libro divino sono applicate dalla Chiesa a San Giuseppe nella Ufficiatura liturgica della sua festa. Sia dunque San Giuseppe sempre più lodato e glorificato!

Esempio

Tra i Santi più devoti di San Giuseppe è da annoverare San Giovanni Bosco, che ne diffondeva il culto in tutti i modi.

Narrava il Santo: Un garzoncello di Torino aveva comprato un po’ di tabacco; il venditore glielo aveva dato avvolto in un pezzetto di carta, in cui era stampata una preghiera a San Giuseppe per ottenere la buona morte.
Il giovane era ignorante di Religione; lesse la preghiera, ma senza comprendere il significato. Tuttavia ne rimase così attratto, che conservò il pezzetto di carta ed ogni giorno recitava quell’orazione.
San Giuseppe gradì l’atto di ossequio e premiò il suo devoto in questo modo: gli suscitò il desiderio d’istruirsi nella Religione, lo dispose alla Confessione ed alla Comunione e gli ottenne dopo qualche tempo una santa morte. Difatti il garzoncello sul letto di morte parlava di San Giuseppe, lo lodava, ne invocava il nome e lo ringraziava della consolazione che gli dava in quegli estremi momenti. –
Don Bosco ricorreva a San Giuseppe con grande fiducia, sicuro della sua protezione.

Si era terminata la costruzione di un edificio a Lanzo e si constatò una minaccia di crollo al lato destro della fabbrica; la sesta colonna del porticato cominciava a cedere. Don Bosco disse: San Giuseppe, affido a voi la custodia di questa fabbrica. Faccio voto di mettere nel cortile dell’edificio una colonna, simile a quella pericolante, e sopra vi metterò la vostra statua! – San Giuseppe infatti scongiurò ogni pericolo.
Don Bosco diceva ai giovani: Desidero che vi mettiate tutti sotto la protezione di San Giuseppe; se voi lo pregherete di cuore, vi otterrà qualunque grazia.

Ad onore del Patriarca raccomandava preghiere particolari al mercoledì; ordinò che in ogni Chiesa o Cappella Salesiana ci fosse un suo Altare od almeno un quadro; fece eseguire dal primo pittore torinese, Lorenzoni, un bel quadro del Santo e con la massima solennità lo inaugurò nel Santuario di Maria Ausiliatrice.
Voleva che nei suoi istituti si solennizzassero con entusiasmo le sue feste, facendole precedere da corsi di predicazione, organizzando declamazioni e trattenimenti religiosi.

Il Santo Patriarca ricambiava tale devozione con innumerevoli grazie, tanto che Don Bosco un giorno disse ai Salesiani: Si vede che San Giuseppe ci vuol bene. Quante benedizioni ci elargisce! Ho ricevuto grazie straordinarie; parecchie di queste grazie sono avvenute nella mia camera, sotto i miei occhi. Quante offerte in denaro per le nostre opere mi fa pervenire San Giuseppe all’avvicinarsi della sua festa! Onoriamo e facciamo onorare questo Santo!

Fioretto – Abituarsi a non lasciare passare un’ora senza avere sollevata più volte la mente a Dio.

Giaculatoria – San Giuseppe, mi consacro a te!

 

Il testo che vi abbiamo proposto è stato tratto da libro Don Giuseppe Tomaselli, San Giuseppe – Mese in suo onore (1962), di proprietà dell’Istituto Teologico “San Tommaso“, Via del Pozzo, 43 – 98121 Messina, al quale il libro può essere chiesto, oppure scrivendo alla mail: dongiuseppetomaselli@gmail.com.

 

* Don Giuseppe Tomaselli, nato a Biancavilla (Catania) il 26 gennaio del 1902 e morto a Messina nella notte tra l’8 e il 9 maggio del 1989, entrò nel 1916 nella Congregazione Salesiana, venne ordinato sacerdote nel 1926 e, lungo il suo ministero, durato quasi 63 anni, fu parroco, insegnante, cappellano presso comunità religiose, esorcista, taumaturgo ed apostolo della buona stampa cattolica. Proprio in quest’ultima veste diffuse ben 10 milioni di copie dei suoi 120 libri, testi che ancora sono molto richiesti e letti.

 

 


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