Ecco il legno della Croce, a cui fu appeso il Cristo, Salvatore del mondo


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Gv 18, 1 -19, 42 

venerdì 2 Aprile 2021

Venerdì  Santo: Passione di nostro Signore Gesù Cristo secondo Giovanni

In questo giorno e nel giorno seguente, la Chiesa, per antichissima tradizione, non celebra l’Eucaristia, ma una celebrazione propriamente dedicata alla Passione di Nostro Signore Gesù Cristo, in cui viene letto il racconto integrale della Passione nella versione del Vangelo secondo Giovanni.

La liturgia quindi si orienta all’adorazione della croce, piuttosto che alla cena delle nozze dell’agnello, per dedicarsi, in questo unico giorno di tutto l’anno liturgico, alla contemplazione del dono della Passione e Morte di Gesù sulla croce.

È un giorno di astinenza e di digiuno, perché sia vissuto il più possibile in comunione con l’umanità che soffre e che si trova ad affrontare il peso della prova.

In questo giorno, quindi, anche la liturgia si mette in comunione col mistero della Passione di Gesù, intercedendo per il mondo e per l’umanità intera, con una preghiera di respiro universale, per far rientrare tutti nell’atteggiamento che Cristo stesso ha assunto di fronte alla sofferenza e alla morte, abitandola con fiducia e speranza, senza tirarsi indietro, senza evitare il dolore.

In questa celebrazione il sacerdote e il diacono indossano le vesti di color rosso, si recano poi all’altare in silenzio e si prostrano a terra, in segno di adorazione, e in loro, in quanto ministri del culto, tutto il popolo che essi servono, supplicante, si presenta al Signore.

Tutti, perciò, in silenzio, pregano per un tempo. Poi, quando il presidente di celebrazione e i sacri ministri si recano alla sede, la  celebrazione inizia con la  Liturgia della Parola, che termina con la preghiera universale solenne del venerdì santo, svolta, in genere, con l’aiuto di un diacono o di un ministro lettore. Per tutto il tempo della preghiera universale, i fedeli possono rimanere in ginocchio o in piedi.

Segue l’atto centrale della celebrazione: l’adorazione della croce, attraverso il  rito della «ostensione» della Croce, in cui il presidente di celebrazione mostra la croce ai fedeli proclamando: Ecce lignum Crucis, in quo salus mundi pependit. E l’assemblea risponde: Venite, adoremus. (Ecco il legno della Croce, a cui fu appeso il Cristo, Salvatore del mondo. R.: Venite, adoriamo). Terminata l’adorazione, la Croce viene portata all’altare, al suo posto. Vine poi distribuita la comunione delle ostie consacrate in precedenza, non oggi.  La celebrazione termina nel silenzio, dopo l’orazione finale. Dalla liturgia allora oggi impariamo l’atteggiamento da avere di fronte al dolore e alla morte: guardare il Crocifisso, in silenzio. Restiamo lì, sotto la croce: la fede ci salverà, la speranza tornerà nel cuore, l’amore ci farà rialzare. Buon Venerdì Santo!

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


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