Oggi facciamo silenzio: ci aiuta a contemplare il Crocifisso!


LITURGIA DELLA PAROLA, ADORAZIONE DELLA CROCE, COMUNIONE EUCARISTICA: I TRE MOMENTI CHE CONTRADDISTINGUONO LA CELEBRAZIONE DEL VENERDÌ SANTO… CHE PERÒ QUEST’ANNO SARÀ INCOMPLETA!

Di Enzo Vitale

La celebrazione del Venerdì Santo, detta della Passione del Signore, è un unicum all’interno della Liturgia Cattolica.

Nelle rubriche del messale leggiamo «La celebrazione si svolge in tre momenti: Liturgia della Parola, Adorazione della Croce, Comunione eucaristica. In questo giorno la santa comunione ai fedeli viene distribuita soltanto durante la celebrazione della Passione del Signore; ai malati, che non possono prendere parte a questa celebrazione, si può portare la comunione in qualunque ora del giorno. Il sacerdote e il diacono indossano le vesti di color rosso, come per la Messa…», ma non è una messa.

Interessante notare che la celebrazione del Venerdì Santo inizia in silenzio (il sacerdote si prostra), senza il segno di croce, e finisce in silenzio, senza segno di croce.

Stessa cosa abbiamo notato nella celebrazione del Giovedì Santo che è terminata senza benedizione e, quindi, senza segno di croce. Nella notte di sabato, del Sabato Santo, anche la Veglia di Pasqua, la Madre di tutte le veglie, inizia senza il segno di Croce mentre, invece, termina con la benedizione solenne accompagnata dal doppio “Alleluia”.

L’assenza solo parziale del segno di croce nelle tre funzioni liturgiche del Triduo Santo ci aiutano a capire che tutte le celebrazioni del Triduo Santo sono, in realtà, un’unica celebrazione, dell’unico mistero di Cristo.

A riguardo del Venerdì Santo, le rubriche liturgiche ci dicono che la funzione deve essere svolta a partire dalle ore 15 del pomeriggio, l’ora in cui Cristo muore in Croce. Inoltre, altra interessante curiosità, è che manca la presenza della Santissima Eucaristia in Chiesa: i tabernacoli sono vuoti. Un richiamo all’ “essere senza Cristo”.

È il venerdì la giornata in cui si concentra la Passione del Signore. Il venerdì è flagellato, coronato di spine, trascinato da chi“non lo vuol giudicare” da coloro che “lo vogliono condannare”. Il venerdì alle 9 è messo in croce.Resta in Croce fino alle 15 del pomeriggio quando, Gesù, chinato il capo, spirò. (Gv 19,30).

Abbiamo detto, quindi, “tre momenti”. Accenniamoli brevemente.

Liturgia della Parola

Si legge il Passio secondo Giovanni, ascoltato quasi fosse una cronaca della giornata, del Venerdì Santo. È in questa funzione liturgica che, al posto della Preghiera dei Fedeli si innalza la Preghiera Universale, preghiera di intercessione che si rivolge al Cristo morto in Croce.

Queste le intenzioni:

Per la santa Chiesa

Per il papa

Per tutti i fedeli di ogni ordine e grado

Per i catecumeni

Per l’unità dei cristiani

Per gli Ebrei

Per coloro che non credono in Cristo

Per coloro che non credono in Dio

Per i governanti

Per quanti sono nella prova

Quest’anno è stato chiesto ai vescovi di «predisporre una speciale intenzione per chi sitrova in situazione di smarrimento, i malati, i defunti»

Adorazione della Croce

È il momento centrale della liturgia di questo giorno, momento altamente significativo e suggestivo che, però, quest’anno sarà omesso: solo il sacerdote potrà baciare la Croce. Da notare che questo è l’unico giorno dell’anno in cui ci si inginocchia davanti alla Croce. Lo ricordiamo: la genuflessione è, per i cattolici, riservata solo al Santissimo Sacramento, solennemente esposto o presente nel tabernacolo.

Comunione eucaristica

È il nutrimento che viene garantito ai fedeli nel cammino verso la Patria. Anche se non c’è la Consacrazione del Corpo di Cristo, in questa liturgia, bisogna servirsi della riserva eucaristica predisposta nel giorno precedente.

Il silenzio che accompagna l’inizio e la fine della liturgia della Passione del Signore, troverà un tempo proprio nella giornata di domani, Sabato Santo, in cui, in realtà, la Missione Salvifica del Cristo, trova, secondo la Tradizione della Chiesa, un Personaggio di ben più grande splendore… ma ne parleremo domani.

Oggi, facciamo compagno il silenzio che ci aiuta a contemplare il Crocifisso.

Ti saluto o croce, santa, che portasti il redentor:

gloria, lode, onor ti canta ogni lingua ed ogni cuor.

Sei vessillo glorioso di Cristo, sua vittoria e segno d’amor:

il suo sangue innocente fu visto come fiamma sgorgare dal cuor

Tu nascesti fra braccia amorose d’una Vergine Madre, o Gesù;

tu moristi fra braccia pietose d’una croce che data ti fu.

O Agnello divino, immolato sulla croce crudele, pietà!

Tu, che togli dal mondo il peccato, salva l’uomo che pace non ha.

Dona a tutti speranza, Signore, crocifisso e risorto per noi:

tu che effondi la pace del cuore nel tuo Spirito di santità.


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