Ai sacerdoti del mainstream la persecuzione dei cristiani non importa


SONO OLTRE 340 MILIONI NEL MONDO I CRISTIANI CHE SPERIMENTANO ALMENO UN LIVELLO ALTO DI PERSECUZIONE E DISCRIMINAZIONE A CAUSA DELLA PROPRIA FEDE, PRATICAMENTE 1 CRISTIANO OGNI 8. LA PERSECUZIONE DEI CRISTIANI E’ IL PIÙ GRANDE GENOCIDIO IN ATTO NEL MONDO.

Di Dalila di Dio

«Sono milioni i cristiani perseguitati semplicemente in quanto tali e in ragione della propria fede. A loro ribadiamo la nostra solidarietà ma anche il nostro forte impegno politico».

Così, con un articolo a sua firma su La Verità di venerdì scorso, Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia e di ECR Party, suona la sveglia all’Europa delle minoranze, dell’inclusione e dell’immigrazione incontrollata, totalmente insensibile al tema della libertà religiosa dei cristiani nel mondo.

Quale fosse la direzione verso cui intendeva muovere l’UE era chiaro sin dalla decisione di eliminare il riferimento alle radici cristiane dalla Costituzione europea, ma il livello di disinteresse per le sorti dei cristiani nel mondo ha raggiunto vette altissime negli ultimi anni.

Dalla World Watch List 2021 (Wwl), il nuovo Rapporto sulla libertà religiosa dei cristiani redatto da Porte Aperte Onlus/Open Doors International, emergono numeri spaventosi: sono oltre 340 milioni nel mondo i cristiani che sperimentano almeno un livello alto di persecuzione e discriminazione a causa della propria fede, praticamente 1 cristiano ogni 8; i cristiani uccisi sono stati 4.761, 13 ogni giorno; le chiese ed edifici connessi attaccati o chiusi sono stati 4.488, 12 ogni giorno; i cristiani arrestati senza processo, incarcerati sono stati 4.277, 11 ogni giorno; i cristiani rapiti 1.710, 4 ogni giorno.

Eppure ai sacerdoti del mainstream la cosa non sembra importare. Nessun titolo sui giornali, nessuna crociata in Parlamento, nessun cantante o sedicente tale e nessuna vippetta in cerca di notorietà che punti il riflettore su questo dramma. Sulla persecuzione dei cristiani nel mondo, semplicemente si tace.

Ci rendiamo conto che il tema è senza dubbio meno accattivante di quelli a cui i profeti del pensiero unico dedicano tutti i loro sforzi: i cristiani non sono trendy ed il Cristianesimo non è cool (almeno nel senso che intendono loro).

La fede in Dio è adesione a un codice morale e rispetto di precetti posti a salvaguardia dell’uomo: cose improponibili in una società in cui sotto l’ombrello dell’amore (?) si tenta di giustificare e promuovere tutte le debolezze, le pulsioni e le sconsideratezze umane. No, non è vero che qualsiasi cosa, purché fatta per amore, sia lecita. E un cristiano che abbia l’ardire di affermarlo pubblicamente, oggi più che mai, paga lo scotto del ludibrio pubblico.

D’altronde, basta dare un’occhiata ai social per accorgersi di come il dileggio nei confronti dei cristiani e, peggio, molto peggio, di Gesù sia sport praticato da migliaia di persone a cui tutto è consentito in nome della libertà di pensiero e di parola che contro i cristiani ed il Cristianesimo deve essere, ovviamente, totale ed illimitata.

Ed è interessante che questi attacchi giungano, spesso, da persone che ben poco conoscono del Cristianesimo ma pretendono di plasmarlo a loro piacimento o da atei e agnostici che rivendicano fieramente di non saperne un fico secco ma si arrogano il diritto di spiegare agli altri in che modo dovrebbe evolversi la Chiesa, per meglio aderire ai desiderata del mondo.

Così, non di rado, tocca sorbirsi le aggressioni di chi definisce la Bibbia “un libro fantasy” o di chi ironizza sostenendo che i cristiani abbiano un “amico immaginario”.

Così, Maria diventa vittima e simbolo del patriarcato, madre di un «nero, migrante, figlio di due padri e nato da gestazione per altri» (così, testualmente, ex plurimis, tale Delprete, collaboratore parlamentare di SEL ed aspirante influencer del nulla)

Nessun problema, nessuna indignazione. È libera espressione del pensiero tutelata dalla Costituzione. Nessuna preoccupazione per la sensibilità dei cristiani, per il loro sentimento, per il turbamento che tutto questo causa loro. Nessuna censura, nessun ddl da calendarizzare con la massima urgenza, nessuna levata di scudi.

Risatine, molte, ammiccamenti, tantissimi. Di fronte agli episodi più gravi semplicemente silenzio. E se non è silenzio è certamente tiepida indignazione di facciata quella che accompagna le trucidazioni dei cristiani nel mondo.

Due parole di circostanza sui social, magari omettendo la parola cristiani – ancora riecheggia quell’ ”adoratori della Pasqua” della premiata ditta bombarola Obama-Clinton – sorvolando sulla matrice degli attentati e passando rapidamente oltre.

È alla luce di questo che l’impegno di FdI, che ha anche dato vita all’intergruppo parlamentare per la tutela della libertà religiosa dei cristiani nel mondo, appare rivoluzionario: «Da sempre i Conservatori si battono per difendere la libertà religiosa. Lo hanno fatto in passato opponendosi all’ateismo di Stato imposto dal comunismo sovietico e lo faranno ancora in futuro, contrastando gli eccessi del partito comunista cinese e dell’islamismo radicale e di chiunque altro non voglia difendere la libertà religiosa. Questo impegno è e sarà ancora più al centro del mio mandato come presidente di Ecr Party, il partito dei Conservatori e riformisti europei, ed è un obiettivo sul quale intendo spendermi in prima persona», promette Giorgia Meloni.

La attendiamo, fiduciosi, alla prova dei fatti.

 


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