Soldi e menzogne stanno bene insieme, ma non possono occultare il Risorto


 

Di Padre Giuseppe Tagliareni

I testimoni della risurrezione di Cristo sono gli Apostoli, anche se furono in tanti a vederlo vivo dopo la sua morte di croce: sia donne che uomini e nelle circostanze più diverse.

Il Risorto nel giro di quaranta giorni apparve molte volte ai suoi, per confermarli nella fede e nella sua sequela.

Il giorno di Pentecoste, Pietro pieno di Spirito Santo, fu capace di testimoniare la risurrezione e la signoria di Cristo davanti alla gente di Gerusalemme, accorsa nella piazza del Cenacolo.

Egli fece prendere loro coscienza del gravissimo peccato per aver rifiutato il Messia e averlo consegnato ai pagani per farlo morire.

Senza volere, fecero avverare le Scritture, che predicevano la morte violenta del Messia. Ma egli non poteva restare prigioniero della morte.

Pietro cita il profeta Davide che ne predice la risurrezione: “Tu (Dio) non abbandonerai la mia vita negli ínferi né permetterai che il tuo Santo subisca la corruzione” (At 2, 27).

Il cadavere di Gesù restò quarant’ore nel sepolcro e non divenne polvere. Risuscitò e noi l’abbiamo visto vivo, dice Pietro.

Le guardie poste a custodia del sepolcro, videro la risurrezione di Gesù e scapparono. I capi dei giudei saputa la cosa, invece di ravvedersi finalmente, diedero una somma di denaro ai soldati per raccontare che il cadavere di Cristo era stato trafugato sotto il loro naso, mentre dormivano. Soldi e menzogne stanno bene insieme, ma non possono occultare il sole.


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In effetti oggi il metodo non è cambiato: invece di corrompere le guardie corrompono i giornali, comprano le televisioni, pagano personaggi illustri per mentire: la firma è la stessa dopo 2.000 anni. Dai loro frutti li riconoscerete e li riconoscete sempre, sono sempre loro…