Mons. Frisina: “amo il gregoriano. In Italia c’è una certa ignoranza musicale”


LA MUSICA VA AL CUORE DELL’UOMO, NATURALMENTE SE DI BUONA QUALITÀ, UNENDO UMANO A DIVINO. E’ FUSIONE DI RAZIONALE ED EMOZIONALE

Di Bruno Volpe

Il significato artistico della musica e Dante. Ne parla in questa intervista il famoso Monsignor Marco Frisina, grandissimo compositore, diplomatosi presso l’Accademia di Santa Cecilia a  Roma, direttore del coro della diocesi romana, della Pontificia Cappella Lateranense, autore di tante colonne sonore di film, collabora con Mina e soprattutto autore della colonna sonora della Divina Commedia Opera Musical che sta girando per il mondo.

Monsignor Frisina, perché la musica è un’arte?

“La musica è da considerare una delle forme più elevate di arte e di cultura. Va al cuore dell’uomo, naturalmente se di buona qualità, unendo umano a divino. E’ fusione di razionale ed emozionale. Razionale quando segue regole certe, irrazionale o  emozionale nel momento in cui lascia la regola per seguire  il sentimento. Insomma, fusione delle due sfere, umana e divina a dimostrazione che queste due dimensioni non sono  staccate o contrapposte”.

Che paragone è possibile fare con altre forme di arte?

“Ogni arte o cultura fa certamente corsa a sè. Anche se  bisogna guardare alle cose dell’ animo in modo complessivo. Sicuramente anche il musicista deve saper trarre il meglio dal suo repertorio, stessa cosa fa il pittore dalla tavolozza o lo scultore dal marmo. Nessuno va a casaccio”.

Lei è un cultore di musica sacra…

“Più che cultore, specialista, certamente pe via della fede. Però non mi occupo solo di quella. Come tutti sanno, la musica sacra, nel particolare quella liturgica che è una sotto branca, è dedicata al culto, alla liturgia, ad eventi di natura religiosa come letture o preghiere. La ritengo semplice, non complicata. Amo il gregoriano. In Italia, duole dirlo, vige una certa ignoranza musicale. Tutte le musiche, sacre o non sacre, servono a veicolare idee”.

Lei ha scritto le musiche di un famosissimo musical su Dante e la Divina Commedia…

“Dante  e quell’ opera mi affascinano, posso dire che sia il viaggio dell’ uomo in se stesso, dentro il suo mistero, passa dalla dannazione alla gloria, con uno sguardo supera la dimensione umana e la trascende. Ha anche un significato politico oltre che religioso. Dante ci fornisce a modo suo il senso dell’ esistenza, in chiave cristiana . Ha anticipato i tempi e probabilmente concetti della moderna filosofia. Averla musicata mi ha dato una grande emozione, ho viaggiato con Dante nel mistero del cuore”.

 


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