Possibile che chi si spende per Amor di Patria riceva, in cambio, persecuzione giudiziaria?


LA SUB-CULTURA MARXISTA E LA PRASSI LENINISTA MASCHERATE ABILMENTE E SUBDOLAMENTE NELLA DEMOCRAZIA PARLAMENTARE TROVANO NEL MAINSTREAM MEDIATICO LA CASSA DI RISONANZA PER L’INCULTURAZIONE DELLE MASSE.

Di Matteo Castagna

La presenza di Lega e Forza Italia nel governo di unità nazionale crea un bilanciamento ed un argine.

Il primo, lo stiamo vedendo nei confronti della gestione dell’emergenza sanitaria, tramite approcci a-ideologici e “aperturisti”, ovvero vicini alle istanze legittime del ceto medio di lavorare in sicurezza.

Il secondo, lo abbiamo visto nel fermare le zampate ideologiche giallo-fucsia sui temi etici. Il premier mediatore di un governo d’eccezione e a tempo determinato Mario Draghi ha, di fatto, commissariato il Ministro delle “chiusure a oltranza” Speranza, mentre Salvini e i suoi parlamentari sono stati determinanti nel porre un freno, almeno momentaneo, al liberticida ddl Zan, che riesce nell’incredibile opera di non piacere neppure a certe frange di sinistra e della galassia femminista.

In questo contesto, si osserva l’assurdità di un sistema che manda a processo il leader del partito di maggioranza relativa ed ex Ministro degli Interni, per aver difeso i confini della Patria dall’invasione dell’immigrazione clandestina e ci fa sentire l’odore della “dittatura” di quelle toghe di cui ci ha parlato Alessandro Sallusti, intervistando Palamara, che appaiono costruire dei teoremi politici per cercare di distruggere il “nemico sovranista” che raccoglie il maggior consenso, più che perseguire l’obiettivo per cui sarebbero chiamate a decidere.

L’utilizzo politico di determinate azioni, da parte di certa magistratura, è uno scandalo, che dovrebbe veder indignati un po’ tutti, soprattutto gli accademici del diritto, perché un domani la stessa sorte potrebbe accadere a chiunque, quindi a prescindere da Matteo Salvini.

Poiché il silenzio della Politica genera i complottismi, il dogmatismo dell’ “anti” che sfocia nell’ anarchia e le teorie più assurde e visionarie, lo stesso vale per il silenzio della filosofia, perché mancando il pensiero forte, si cede inevitabilmente alla “dittatura del pensiero unico” che oggi è mondialismo, globalismo, uniformità ad ogni sirena anticristiana, portavoce del mondo alla rovescia, che vuole dimenticare il suo passato, mistificarlo, insegnare ad odiarlo, sino a distruggerne i simboli.

La sub-cultura marxista e la prassi leninista mascherate abilmente e subdolamente nella democrazia parlamentare trovano nel mainstream mediatico la cassa di risonanza per l’inculturazione delle masse. Resta, però, una minoranza creativa, che dà tanto fastidio ai soloni radical chic, proprio perché non è passiva, che trova nella scienza politica tomista il vaccino contro la “dittatura del politicamente corretto”, senza perdersi nei meandri angusti e, talvolta ridicoli, dell’intellettualismo o del cospirazionismo.

San Tommaso dice: “il soggetto della filosofia morale è l’operazione umana ordinata ad un fine, oppure l’uomo in quanto agisce volontariamente per un fine” (In Ethicorum Aristotelis, lib. I, lect. 1^, n. 3).

Per l’Aquinate la filosofia politica è una scienza pratica, che dà i principi (“scire per causas“) per agire, non al singolo individuo, come l’etica generale, ma al cittadino che vive in una società e che deve operare da uomo sociale e non come individuo privato.

Perciò la morale sociale o politica si fonda sulla metafisica “che ci fa conoscere: a) la vera natura dell’uomo, creatura spirituale e immortale e quindi il fine ultimo al quale è destinato, per rapporto al quale gli atti umani sono moralmente buoni o cattivi, secondo che vi conducano o meno; b) l’esistenza di un Dio personale e trascendente il mondo, maestro, legislatore e giudice dell’umanità, autore della legge morale oggettiva e obbligatoria” (teologia naturale).

Se la filosofia teoretica dalla quale discendono la politica o scienza economica è falsa, anche queste due lo saranno. L’ “aris-tomismo” è la filosofia del “buon senso” comune a tutti gli uomini dotati di retta ragione, eretto a scienza filosofica. Per cogliere il fine ci vuole una strada che conduca ad esso: il diritto naturale, che Sofia Vanni-Rovighi definisce “il complesso di ciò che si deve rispettare perché un uomo sia e resti autenticamente uomo”.

La Politica è una virtù, non una passione o, peggio, un vizio. E’ la più nobile delle virtù cardinali-morali, che riguarda il ben agire dell’uomo in campo sociale, perché esso è stato creato da Dio come un animale socievole e non deve disinteressarsi della res publica, societas o polis. E’ una scienza – insegna San Tommaso – (“scire per causas“) e non una “mascherata” o “grande abbuffata”. Serve a coordinare tutte le altre scienze pratiche, affinché nella Società regni l’ordine e non il caos, che oggi è rappresentato dal nichilismo e dal relativismo, nemici di ogni identità e tradizione, cui, invece, ha un legame indissolubile il Cristianesimo.

Dunque, difendere i confini della Patria e con essi l’ordine naturale contro il caos, significa amarla come la propria madre e rientra nel quarto comandamento di Dio. San Tommaso ci dice che è un atto di pietà: “Come spetta alla religione prestare culto a Dio, così subito dopo spetta alla pietà prestare ossequi ai genitori e alla Patria…Dell’ossequio poi verso la Patria partecipano sia i compatrioti, sia gli amici di essa. quindi la pietà si estende principalmente a queste persone” (Summa Teologica, IIa – IIae, q. 101, articolo 1).

Possibile che chi si spende per Amor di Patria riceva, in cambio, persecuzione giudiziaria?


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