Dire sì al ddl Zan significa affermare che la Legge non è uguale per tutti


Basta luoghi comuni, studiamo le cose prima di parlare e apriamo la mente alla verità

Di Maria Bigazzi

Voler combattere le “disuguaglianze” creando categorie a parte e nuove discriminazioni verso tutti gli altri soggetti che ne rimarrebbero esclusi, è deleterio.

Usare come scusa la tutela dei disabili e delle donne è stomachevole.

Servirsi di gente di “spettacolo”… e influencer dietro sicuro pagamento, per instillare ideologie fuorvianti, è riprovevole.

Proclamarsi paladini della giustizia e difensori dell’uguaglianza, gridando e insultando con disprezzo e odio chi la pensa diversamente, è la più grande ipocrisia di questo mondo.

Riempirsi la bocca di articoli e leggi di cui non si conosce nulla, solo per insultare chi porta argomentazioni valide, è ridicolo e dimostra una grande ignoranza, soprattutto per i luoghi comuni che vengono continuamente ripetuti.

È ora di smetterla di dire bugie e lasciarsi convincere da chi usa certe situazioni solo per portare avanti progetti personali e raggiungere determinati fini.

Se accettiamo passivamente determinate idee, allora sì che la libertà sarà completamente calpestata. Non si potrà più esprimere il proprio pensiero, l’odio sarà sempre più grande e si creeranno nuove categorie di persone che avranno bisogno di nuove leggi.

La Legge è uguale per tutti, se siamo tutti uguali anche di fronte ad essa, non servono leggi speciali, perché non è vero che certi aggravanti non sono tutelati. È ora di gridarlo: NON È VERO. BASTA BUGIE.

Perché allora non facciamo una legge per difendere le persone sovrappeso che vengono bullizzate solo per quel motivo?

Perché non una legge per gli anziani che vengono picchiati solo perché sono deboli e non si possono difendere?

Perché non una legge per i controllori che vengono pestati sui treni e bus perché adempiono al loro dovere?

Perché non una legge che tuteli i bambini nel grembo materno che vengono uccisi in modo brutale solo perché non voluti o con disabilità?

Perché non una legge su i cristiani che vengono insultati e aggrediti, mentre i simboli religiosi sono distrutti e vandalizzati? Ah no, la cristianofobia è un’invenzione di certe menti bigotte che non hanno capito nulla della vita…

Se ci sono categorie che necessitano una legge a parte, anche noi possiamo richiedere una legge per tutelare tutte le possibili aggravanti che portano ad aggressioni.

E allora quelli che insultano e aggrediscono gli altri perché difendono la Vita, la Famiglia, la Fede e la libertà? Non sono soggetti a punizioni?! Dove sta la coerenza?

E quelle che a Roma hanno sfilato in modo blasfemo oltraggiando la statua della Madonna? Tutto lecito?!

Non creiamo categorie. Basta luoghi comuni, studiamo le cose prima di parlare e apriamo la mente alla verità. Soprattutto andiamo oltre la falsa maschera con cui si presenta tale proposta di legge, considerando tutti gli altri obiettivi a cui mira.

Ci si è mai chiesti cosa significa “strategia nazionale per la prevenzione e il contrasto delle discriminazioni per motivi legati all’orientamento sessuale e all’identità di genere”? (Art. 8 Ddl Zan). Le scuole diventeranno strumento per indottrinare i bambini, senza che i genitori vi si possano opporre. Ma non è il solo esempio.

Non ci si può limitare a leggere il Ddl Zan, bisogna anche comprendere i singoli articoli e i cambiamenti che tale proposta porterebbe a livello giuridico.

L’uguaglianza non prevede diversità di tutela e oppressione di pensiero, né indottrinamento su certe tematiche.

Gli atti violenti sono già condannati e puniti. La Legge italiana è uguale per tutti. Essa non è strumento di propaganda, ma di tutela per tutti i cittadini che si trovano nella medesima situazione giuridica.

Dire sì al ddl Zan significa affermare che la Legge non è uguale per tutti. Dire sì al Ddl Zan significa uccidere la libertà di pensiero e farla diventare un reato punibile dalla Legge. Vogliamo veramente questo?


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