Ecco chi è Santa Zita


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

Patrona di Lucca e protettrice di camerieri, cuochi e cuoche, inservienti, fornai, casalinghe, domestiche e guardarobiere, Santa Zita nasce a Monsagrati (Lucca) nel 1218, in una famiglia di contadini poveri e religiosi. Cresce in una casa densa di buoni esempi, aiuta i genitori in campagna, si accontenta di quello che la natura offre anche se a stento riesce a sfamarsi. Ha dodici anni ed è analfabeta quando, per non essere di peso alla famiglia, va a Lucca a lavorare come domestica per la famiglia del nobile Fatinelli.

Zita è una ragazza umile e caritatevole. Lavora con gioia, prega ma non chiede nulla per se stessa. Quando si reca a piedi in pellegrinaggio presso i santuari chiede al Cielo di aiutare i poveri. La giovane vive parsimoniosamente: quel poco che riesce a racimolare con il suo faticosissimo lavoro lo regala agli indigenti. Durante ogni frugale pasto cerca di avanzare il pane per gli affamati. I padroni la trattano con severità e gli altri domestici la disprezzano, ma Zita risponde alle cattive azioni con il perdono. Alla santa vengono attribuiti molti miracoli.

Tra i più noti la conversione di pezzi di pane in rose. Un giorno, il nobile Fatinelli chiede a Zita – su suggerimento di una domestica invidiosa – cosa porta nascosto nel grembiule. Non volendo mentire, Zita descrive in questo modo la carità che intende fare e risponde: «Rose». Quando il padrone le ordina di aprire il grembiule, invece di pezzi di pane, cadono rose profumate. Si narra anche di moltiplicazione del cibo e di trasformazione dell’acqua in vino. Per tutta la vita rimane come domestica presso la famiglia Fatinelli che con il tempo riconosce le qualità e la bontà di Zita.

Alla sua morte, avvenuta a Monsagrati nel 1278, i Fatinelli fanno scrivere la storia della sua vita e dei suoi cento miracoli e costruiscono una cappella in suo onore, nella chiesa cittadina di San Frediano, dove il suo corpo è visitabile tuttora. La devozione popolare diventa subito eccezionale. Santa Zita è così famosa da essere citata nella Divina Commedia da Dante Alighieri (1265-1321). A lei è intitolata la Congregazione delle Suore Oblate dello Spirito Santo. Lucca la ricorda ogni anno il 27 aprile con una grande festa e una fiera di piante e fiori. Santa Zita viene invocata contro la perdita della memoria e per ritrovare le chiavi di casa.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”

 


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