Ecco chi sono i beati Lucio (Lucchesio) e Bonadonna, sposi


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

Può un avaro diventare generoso? Certamente sì! Così è capitato a Lucio (Lucchesio) e a sua moglie. Lucio nasce a Gaggiano (Siena) nel 1181 circa. Partecipa alla guerra contro i Ghibellini e poi si sposa con la nobile Bonadonna di Poggibonsi (Siena). In questa città, dalla fiorente economia, Lucio, con la collaborazione della moglie, diventa un ricco e potente commerciante di granaglie. Intrattiene anche altre attività redditizie come quella di cambiavalute, grazie ai tanti pellegrini che transitano da Poggibonsi, lungo la Via Francigena, per recarsi a Roma. Marito e moglie sono avarissimi e forse praticano anche l’usura.

Un giorno Lucio ascolta una predica di San Francesco d’Assisi. Ne rimane colpito e lo ospita a casa sua. Il mercante si pente e desidera cambiare vita. Risarcisce chi ha immiserito con le sue speculazioni, vende i suoi beni e regala il ricavato ai bisognosi e all’ospedale, infine apre le porte di casa agli ammalati. La moglie lo giudica uscito di senno e non approva la sua generosità, ma un miracolo la fa ricredere: quando si accorge che nella madia ci sono poche pagnotte e rimprovera il marito di aver regalato tutto ai poveri, all’improvviso vede la credenza riempirsi di nuovo di pane fragrante.

Da quel momento, anche Bonadonna segue il Vangelo e si mette al servizio di Dio e del prossimo. La coppia chiede a San Francesco una regola per le persone sposate che lavorano. Nasce così il Terz’Ordine Francescano. I due sposi indossano un saio, pregano, digiunano, invocano la pace. Si ritirano in un modesto alloggio con l’orto, che coltivano per darne i frutti ai poveri. Spesso Lucio va a raccogliere gli ammalati per portarli in ospedale. E accadono tanti fatti prodigiosi. Un ragazzo che si burla di Lucio nel vederlo trasportare un derelitto sulle spalle, diventa muto e, dopo una preghiera del francescano, riacquista la parola.

In un’occasione Lucio regala quasi tutte le cipolle a un prete: il giorno dopo le poche cipolle rimaste risultano moltiplicate. E c’è chi vede Lucio pregare sospeso da terra. La coppia muore nello stesso giorno, nel 1260 circa. Durante il funerale un acquazzone si abbatte sulla folla che rimane inspiegabilmente asciutta. Un malato di tumore, toccando le mani giunte del benefattore esanime, guarisce; due ciechi riacquistano la vista e un bambino caduto in un pozzo si salva, grazie alle preghiere rivolte al Beato Lucio Lucchesio.

 

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”

 


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