Scisma in Germania: Quo vadis ecclesia?


Che farà Roma? Come si è potuti arrivare a questo punto?

Di Diego Torre

La società italiana procede verso l’accoglimento del ddl liberticida Zan, tanto inutile alla giustizia e agli omosessuali, quanto dannoso per la libertà dei cristiani e nemico del più elementare buon senso. Reazioni cattoliche? Decisamente flebili. Ma in Germania c’è di peggio.

Col sostegno di tanti vescovi, compreso il presidente della Conferenza Episcopale, monsignor Georg Bätzing, e ovviamente del suo predecessore, il card. Reinhard Marx, il 10 maggio sarà celebrata una giornata di benedizioni per le coppie di ogni tipo. L’iniziativa nasce  alla faccia del Responsum della Congregazione per la Dottrina della Fede, del marzo scorso, approvata da Papa Francesco,  che le ha definite  “illecite”, poiché «non esiste fondamento alcuno per assimilare o stabilire analogie, neppur remote, tra le unioni omosessuali e il disegno di Dio sul matrimonio e la famiglia».

Il cardinale Cordes, tedesco anche lui, ricorda invano che  non va fatta confusione tra peccato e peccatore e che “offrire la benedizione di Dio per atti a Lui avversi, è contrario a Dio e alla sua rivelazione”.

Ma la pensa diversamente il presidente dei vescovi tedeschi: «Le persone in unioni omosessuali vogliono la benedizione della Chiesa, una benedizione che non sia nascosta. Vogliono che la loro vita di coppia sia riconosciuta come un valore tale da dare loro la benedizione di Dio e non negarla……Credo che dobbiamo valutare in modo nuovo l’omosessualità e le unioni di vita al di fuori del matrimonio. Non possiamo più andare sul presupposto della sola legge naturale, ma dobbiamo pensare molto più fortemente in categorie come la cura e la responsabilità per l’altro».

E come lui la pensano le centinaia, forse migliaia, di sacerdoti che aderiscono all’iniziativa; e non manca il solito codazzo di associazioni femminili “cattoliche” e di laici “adulti”.

E le ragioni di tanta ribellione non saranno tutte ideali. I cattolici sono secolarizzati come gli altri e mal sopportano vincoli e richiami spirituali. Da loro la conferenza episcopale incassa più di 5 miliardi di euro per mezzo della tassa sulle religioni, la Kirchensteuer, prelevata in busta paga, fondato su una adesione formale del fedele  ….ma se essa  viene meno…. chi li mantiene i dipendenti (sindacalizzati) della chiesa tedesca? 5 anni fa la sola diocesi di Monaco, retta dal card. Marx, ad esempio, contava 835 dipendenti. Dinnanzi alle severe pene canoniche previste dall’episcopato per chi ritirasse la firma, così  in un’intervista al “Schwäbische Zeitung” del  luglio 2019 si esprimeva  l’arcivescovo Georg Gänswein (tedesco anche lui), segretario particolare di Benedetto XVI: “Si possono mettere in dubbio i dogmi e nessuno viene cacciato fuori. Forse che il non pagamento della Kirchensteuer è un’infrazione più grave che non le trasgressioni contro le verità di fede? L’impressione è che, finché c’è in gioco la fede, non sia così tragico, quando però entra in gioco il denaro, allora non si scherza più”. E allora: “liberi tutti” per fede e morale ma guai a non pagare la tassa. La rivoluzione protestante iniziò con una questione di soldi e per lo stesso motivo venne sostenuta dai principi tedeschi.

Qualcuno teme che il 10 maggio inizi un altro scisma nella terra del “riformatore” Lutero. Ma lo scisma già c’era da un bel pezzo e solo i ciechi non lo vedevano. Sacerdozio femminile, comunione ai divorziati, e ai coniugi non cattolici, rivalutazione dell’omosessualità , matrimonio per i preti: è da anni che il clero di Germania ci delizia, in modo palese e dichiarato, rincorrendo lo spirito del mondo anziché seguire lo Spirito Santo.

Ora se ne accorgeranno anche i ciechi. E che faranno? Che farà Roma? Come si è potuti arrivare a questo punto?


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2 Commenti
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Cosa gli dicono alla fine “andate e moltiplicatevi”? Ahahahaha!

Consiglio la lettura di questo articolo così preciso e puntuale al riguardo; https://www.lanuovabq.it/it/germania-verso-lo-scisma-di-velluto-col-papa-spettatore

Ma la mia domanda è: esistono vescovi o cardinali veramente conservatori? Va bene il discorso dei progressisti “politicanti”, ma i conservatori dovrebbero essere per il “si si” oppure “no no”, come Gesù insegna. Nessuno spazio alla politica del ni! Oppure mi sto sbagliando io?
Non sarebbe difficile un gesto pubblico eclatante da parte di un alto prelato conservatore (e dico proprio eclatante, dalla visibilità mondiale) che costringa Bergoglio a prendere posizione ufficiale e pubblica sul tema dell’omosessualità e non solo. D’altronde, un vero credente deve essere disposto a dare la vita per Cristo, per cui gesti pubblici eclatanti se ne possono fare tanti… non dico di minacciare di buttarsi dal balcone di casa, ma qualcosa di meno folle ma altrettanto efficace. Staremo a vedere se esistono veri credenti tra gli alti prelati!