Shemà. Commento al Vangelo del 4 maggio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

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IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Gv 14,27-31

martedì 4 Maggio 2021

Oggi la liturgia ci fa meditare le parole che Gesù rivolge ai suoi discepoli in prossimità della sua Pasqua. Si tratta di parole profonde, cordiali, attraverso le quali Gesù apre il suo cuore e manifesta il dono più profondo che desidera fare ai suoi discepoli e a noi, oggi: Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Gesù, mentre vive i suoi ultimi giorni su questa terra, mentre si avvicina per lui il tempo della sua Passione, nei giorni in cui sicuramente il suo cuore ha conosciuto i sentimenti che accompagnano il turbamento interiore: la tristezza e il dispiacere di doversi separare dalle relazioni umane che avevano realizzato la sua vita terrena, non si cura di sé, al contrario: fa del tutto per rassicurare i suoi discepoli, parla di pace e lascia la pace.
Il comportamento di Gesù in questo contesto mi fa pensare molto a quello di tante persone che ho conosciuto, persone comuni che hanno sofferto, hanno vissuto i travagli della vita, alcuni anche della malattia, ma l’hanno fatto con dignità, con sapienza e con forza, abitando la prova psicologica del dolore, oltre a quella fisica della malattia, non sono mai stati di peso agli altri, non hanno preteso attenzioni per sé, ma hanno dato spazio agli altri, alla loro gioia, alla loro amicizia. È in questo senso che Gesù dice di darci la pace non come la dà il mondo.
Tutti desideriamo la pace, ma la vogliamo per noi, Gesù invece ci lascia la sua pace, proprio come quelle persone che abbiamo conosciuto e che hanno saputo volere il bene degli altri: loro ci hanno saputo lasciare la pace. Il mondo, invece, come ci conferma Gesù, non conosce questa pace, perché la pace che ci dona Gesù è sincera,è la pace di chi sa amare.
Nel vangelo secondo Giovanni, il mondo, in greco kosmos, indica una realtà complessa. Non è solo l’universo, la natura, il creato che è opera di Dio perché Dio crea il mondo per mezzo del Verbo: Egli era nel mondo e il mondo è stato fatto per mezzo di lui (Gv 1,3.10); non è solo l’umanità in quanto creazione, ma può assumere anche un altro significato, che indica il risvolto negativo dell’umano, che potremmo tradurre più come “mondanità”, cioè il rifiuto, che nell’essere umano può essere cosciente e voluto, dei valori dello spirito, e quindi della verità, del bene e della giustizia. Ora, la pace che ci lascia Gesù e che quindi Gesù desidera per noi, il dono più prezioso della sua Pasqua, è una pace che il mondo non conosce, perché non riguarda gli interessi della persona, non è un espediente egoistico, ma, al contrario esce fuori dalle dinamiche che accrescono l’arroganza del potere.
La pace del Signore e dei suoi discepoli, non risponde alle logiche della mondanità, ma raggiunge il profondo del cuore, lo tocca, lo cambia e lo trasforma, perché è frutto dell’amore, che, come abbiamo già evidenziato, pone gli altri prima di sé, fa precedere il bene dell’altro all’attenzione del proprio io. Questa pace, frutto dell’amore, ce lo conferma oggi il Vangelo, è il dono della Pasqua ed è anche il cuore dell’annuncio cristiano: bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco, dice Gesù. La nostra vita di credenti è chiamata a far sapere al mondo che esiste un modo di amare e di agire che porta il sigillo della Pasqua e annuncia il Vangelo. Oggi allora chiediamo al Signore la pace che Lui ci ha lasciato, perché accogliendo questo dono possiamo essere suoi veri discepoli e portare la Sua pace, non i valori del mondo, ma i valori dello Spirito, quelli che tutti sappiamo riconoscere, perché sono propri di chi sa amare davvero. Buona giornata!

Gv 14,27-31

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Non sia turbato il vostro cuore e non abbia timore. Avete udito che vi ho detto: “Vado e tornerò da voi”. Se mi amaste, vi rallegrereste che io vado al Padre, perché il Padre è più grande di me. Ve l’ho detto ora, prima che avvenga, perché, quando avverrà, voi crediate. Non parlerò più a lungo con voi, perché viene il prìncipe del mondo; contro di me non può nulla, ma bisogna che il mondo sappia che io amo il Padre, e come il Padre mi ha comandato, così io agisco».

 

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos