Ecco chi è la Beata Anna Rosa Gattorno


“I SANTI MANIFESTANO IN DIVERSI MODI LA PRESENZA POTENTE E TRASFORMANTE DEL RISORTO” (BENEDETTO XVI)

Di Mariella Lentini*

Dalla sofferenza c’è chi esce deluso e perde la fede. C’è chi, invece, crede ancora di più nel Signore e trova conforto nel dedicare la propria vita al servizio degli altri.

Rosa Maria Benedetta Gattorno nasce a Genova, nel 1831, in una prestigiosa famiglia di agiati armatori. I genitori, Francesco e Adelaide Campanella, fanno studiare la figlia in casa, come si usava tra le fasce sociali più ricche del tempo. Buona e amabile, Rosa Maria intrattiene gli ospiti suonando il pianoforte e cantando. La sua famiglia è religiosa e ai sei figli viene impartita un’educazione ispirata ai sani principi cristiani.

La ragazza a ventun anni si sposa e si trasferisce a Marsiglia. Nascono tre bambini e, poi, per la giovane madre arrivano tempi difficili. Un disastro economico la riduce in povertà e la costringe a tornare a Genova con marito e figli. A soli ventisette anni rimane vedova. La primogenita, dopo un malattia, rimane sordomuta e l’ultimo figlioletto muore. Rosa soffre ma reagisce. Prega ancora di più. Sente che Dio la chiama a compiere una missione: dedicarsi con amore ai suoi due figli ma anche agli ultimi, a chi ha più bisogno.

A Genova le organizzazioni cattoliche se la contendono. Rosa fa voto di castità, ubbidienza e povertà, diventa terziaria francescana, assiste gli ammalati in ospedale e a domicilio, senza mai tralasciare il suo ruolo di madre esemplare. Un giorno medita di abbandonare la sua missione perché teme di togliere tempo ai figli e agli anziani genitori. Invece, addirittura papa Pio IX la esorta a non abbandonare il suo impegno sociale e a fondare una congregazione religiosa. Rosa Maria Benedetta non ha più dubbi.

L’8 dicembre 1866, a Piacenza, fonda la Congregazione delle “Figlie di Sant’Anna” e, nel 1870, diventa suora con il nome di Madre Anna Rosa. Le suore assistono infermi, orfani, disabili, ragazze “a rischio” che avviano al mondo del lavoro e anziani abbandonati. Aprono asili per i neonati delle operaie e scuole popolari. Madre Anna Rosa collabora anche con l’Opera per Sordomute assieme al vescovo di Piacenza Scalabrini, oggi beato.

Le “Figlie di Sant’Anna” si diffondono in tutto il mondo, dove più urgente esiste il bisogno di aiuto: dall’Italia all’Europa, dall’Africa alla Palestina e Israele, dagli Stati Uniti all’America Latina, all’India e all’Australia. Madre Anna Rosa muore nel 1900, nella Casa Generalizia delle Figlie di Sant’Anna di Roma, dove ancora oggi riposa.

 

* Autrice del libro
“Santi compagni guida per tutti i giorni”


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