Shemà. Commento al Vangelo del 6 maggio della teologa Giuliva Di Berardino


Shemà (in ebraico “Ascolta”), un commento al Vangelo del Giorno di Giuliva Di Berardino.

Anche a noi, uomini e donne del terzo millennio, Nostro Signore Gesù Cristo dice: “Shemà”. Ascoltiamolo!

***

IL COMMENTO TESTUALE

IL VANGELO DEL GIORNO: Gv 15, 9-11

giovedì 6 Maggio 2021

Oggi la liturgia ci propone la continuazione della riflessione sulla “vite vera i tralci”, che fanno da sfondo ai “discorsi di addio”, presenti nel Vangelo secondo Giovanni (cap. 15-17). Ieri abbiamo meditato sulle similitudini della vite e dei tralci, come simbolo della relazione nello Spirito tra Gesù e noi, suoi discepoli, concludendo che questa relazione è talmente vitale per noi che ci fa portare frutto, nello stile del Vangelo. Ecco, oggi la liturgia ci fa approfondire ancora di più il senso di questa relazione nello Spirito, e il Vangelo inizia dando un nome a questa relazione, perché Gesù la chiama amore, un amore nel quale Gesù ci invita a rimanere per poter sempre meglio vivere la relazione “nello Spirito” che lega Lui al Padre e Lui a noi, per la comunicazione profonda che esiste tra la vite ai tralci, per restare nella similitudine che Egli stesso utilizza. E le parole di Gesù ci indicano come possiamo rimanere nell’amore: osservando i comandamenti, una modalità che non annulla la relazione, ma la qualifica, perché, ce ne accorgiamo molto bene, per Gesù l’osservanza dei comandamenti è una questione di amore, che è anche un appello alla nostra libertà, infatti, perché la circolazione della linfa vitale dello Spirito d’amore in noi, dipende da noi, dal nostro desiderio di rimanere nell’amore per portare frutto. La conclusione del testo, allora, come conseguenza di questo amore che si fa obbedienza e si fa vita, presenta il tema della gioia, che ci rivela il motivo per il quale ci ha detto tutte le parole e i suoi discorsi, il motivo per il quale ha chiamato discepoli e desidera che noi continuiamo ad esserlo: “Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena“. Gesù desidera che la nostra gioia sia piena! Non desidera per noi una gioia a metà, ma una gioia che innanzi tutto è nostra, non è solo mia o tua, perché è sempre esperienza di relazione. Per questo la gioia che sperimentiamo nello Spirito è sempre una gioia piena, perché è nostra, perché passa “dall’io al noi“, come ci ha più volte ricordato papa Francesco. Chiediamo allora oggi al Signore che possiamo vivere questa gioia piena, gioia nello Spirito, che Gesù desidera donarci, gioia di chi sa rimanere nell’amore, sempre e nonostante tutto, perché è una gioia pasquale, gioia della Pasqua, del passaggio “dall’io al noi“. Buona giornata!

Gv 15, 9-11

In quel tempo, disse Gesù ai suoi discepoli: «Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena».

 

IL COMMENTO IN VIDEOhttps://www.youtube.com/channel/UCE_5qoPuQY7HPFA-gS9ad1g/videos


Subscribe
Notificami
0 Commenti
Inline Feedbacks
View all comments